lunedì 8 ottobre 2012

Abramo, nostro padre nella fede




          2 -  ABRAMO, NOSTRO PADRE NELLA FEDE.
                                   
                            L’ ITINERARIO DELLA FEDE

In questo breve trattato, vogliamo esaminare la figura di Abramo, come è narrata nel libro della Genesi, dall’ottica della FEDE. In realtà, tutte le
vicende che toccano la vita del Patriarca, dalla chiamata di Dio ad uscire dal suo paese, dalla sua terra, non si possono capire, né interpretare, se non vengono approfondite sotto la luce della FEDE.
  Abramo è il personaggio con il quale Dio inizia a tessere la storia della salvezza, nella quale è coinvolta tutta l’umanità. Con Abramo, Dio RIVELA il suo PROGETTO, che realizza poi in tutto l’arco della storia umana. La vicenda di Abramo non è una semplice biografia, come la intendiamo noi oggi: è molto di più. Il nucleo storico del personaggio certamente rimane.
 Ma la PAROLA DI DIO, che è RIVELAZIONE per gli uomini di tutti i tempi, nella storia di Abramo, ha voluto manifestarci soprattutto il GRANDE VALORE della FEDE, nella quale il santo Patriarca è divenuto il modello.
Perciò, pur tenendo doverosamente presente che Abramo è vissuto 2000 anni prima di Cristo, spiegando la sua storia, noi non facciamo altro che illustrare la FEDE CATTOLICA, che in lui è stata pienamente incarnata.
Anche la Chiesa, nel primo canone liturgico della Celebrazione Eucaristica, Memoriale di tutta la storia della Salvezza, chiama Abramo, “nostro padre nella FEDE”.

 Partendo, quindi, dalla sua vicenda personale, noi veniamo a comprendere la FEDE, nella sua natura, nella sua finalità e nel suo itinerario di sviluppo.

  Non esamineremo tutti i capitoli della Genesi che riguardano Abramo. Ci limiteremo a riflettere, in particolare, sui tre momenti salienti, che scandiscono le tappe principali del suo CAMMINO nella FEDE:

  LA CHIAMATA-PROMESSA, L’ALLEANZA, LA PROVA.


        LA CHIAMATA-PROMESSA:(Gen. cap.12).
      
   “Il Signore disse ad Abram: Vattene dal tuo paese, dalla
    tua patria e dalla casa di tuo padre verso il paese che io ti indicherò. Farò di te un grande popolo e ti benedirò,
   renderò grande il tuo nome e diventerai una benedizione. Benedirò coloro che ti benediranno
   e coloro che ti malediranno maledirò e in te si diranno benedette tutte le famiglie della terra.
 Allora Abram partì, come gli aveva ordinato il Signore,
e con lui partì Lot. Abram aveva settantacinque anni quando lasciò Carran”(Gen.12,1-4).

   Non sappiamo in quale modo preciso Dio si è rivelato ad Abramo.
  Egli, quando vuole rivelarsi ad una persona, possiede tutti i mezzi per comunicarsi. Nella sostanza, comunque, si manifesta sempre alla sua mente e al suo cuore.

Rivelandosi, Dio illumina la persona, in modo tale, da farle percepire la sua ASSOLUTA  SANTITA’  e la VERITA’ della PAROLA che le annuncia.
“Vattene dal tuo paese, dalla tua patria e dalla casa di tuo padre,verso il paese che io ti indicherò”(Gen.12,1).
 
 Dio si rivela ad Abramo e lo chiama ad uscire dal mondo idolatra e pagano in cui viveva, per mettersi in un cammino di liberazione da ogni forma di schiavitù: culturale, morale, spirituale, sociale, religiosa.
  Il fine per il quale Dio chiama Abramo, è quello di manifestarsi gradualmente a lui (e a tutta l’umanità), come l’UNICO DIO, CREATORE DEL CIELO E DELLA TERRA.

 Ogni vita umana è chiamata da Dio a compiere questo CAMMINO di LIBERAZIONE: dalla schiavitù dei vari IDOLI, che tentano sempre di imprigionarla, alla libertà di AMARE, con tutto il cuore, Dio e i fratelli.

La FEDE è il DONO di Dio, che ci illumina e ci fortifica, proprio per aiutarci a percorrere questo difficile CAMMINO di LIBERAZIONE ed incontrare Lui.

Come Abramo, ogni persona deve uscire da se stessa, dal proprio egoismo, dagli interessi e dalle false sicurezze, fondate soltanto sul benessere economico-materiale, deve rendersi conto che da sola non si può salvare.
Per crescere, ognuno ha bisogno di confrontarsi con il Trascendente (Dio) e con le persone e le realtà, nelle quali vive. 
Se non si esce da se stessi, in uno scambio continuo di ricevere e di dare agli altri, non è possibile crescere e maturare come persone.

 La Relazione fondamentale, dalla quale dipendono tutte le altre relazioni, è, senza alcun dubbio, quella che si stabilisce con Dio, nel sacrario della propria coscienza. E’ lì che si maturano le decisioni, le scelte, e quindi gli impegni di vita, che qualificano ogni persona.

 Proprio per stabilire una RELAZIONE VITALE con noi, Dio ci ha creati a sua Immagine e Somiglianza, capaci, cioè, di accogliere il suo Amore e di rispondere a questo Amore, in un DIALOGO INEFFABILE.
  
La FEDE si innesta proprio qui, perché è il DONO che ci rende figli di Dio, e come tali ci innalza a vivere nell’intimità della Famiglia di Dio PADRE, FIGLIO e SPIRITO SANTO.
 “Se uno mi ama vivrà secondo la mia Parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui”(Gv. 14,23).

 Come Dio ha chiamato Abramo, così chiama anche noi “dal futuro”, (che Lui conosce e che noi non conosciamo), perchè collaboriamo con Lui nel realizzare il PROGETTO, che ha su ciascuno di noi, secondo i DONI ricevuti. Questo PROGETTO di vita, è strettamente PERSONALE, perché ogni persona è UNICA ed IRREPETIBILE. Ma diventa anche PROGETTO ECCLESIALE, per il Mistero della COMUNIONE DEI SANTI IN CRISTO, nel quale veniamo inseriti mediante la FEDE.
Tutti, infatti, siamo chiamati a realizzarci INSIEME, UNITI IN CRISTO SALVATORE.  
 
 E’ il MISTERO DELLA CHIESA CATTOLICA, alla quale ci gloriamo di appartenere. S. Paolo afferma questa verità della COMUNIONE DEI SANTI IN CRISTO, il FIGLIO costituito dal Padre come il FONDAMENTO, sul quale ognuno è chiamato a costruire la propria vita.

“Infatti, nessuno può porre un FONDAMENTO DIVERSO da quello che già vi si trova, che è GESU’ CRISTO”(I Cor. 3,11).

Per conseguenza, ogni PROGETTO PERSONALE, dobbiamo sempre confrontarlo con questo PROGETTO DI DIO PADRE di SALVARE TUTTI IN CRISTO, PER CRISTO e CON CRISTO

   La vita ci è stata DONATA da Dio, tramite i genitori.     Questo significa che noi non ne siamo i padroni, ma semplicemente gli amministratori. Per cui, è una grossa falsità dire: ” La vita è mia e la vivo come voglio”!...   

   Anche la FEDE è un DONO. Non si può credere, se non PER GRAZIA DI DIO.
E’sempre LUI il Primo Protagonista, sia della Storia come della Salvezza di ogni persona umana. Ecco perchè ogni vita è VOCAZIONE, ossia una CHIAMATA da parte di Dio.

 S. Paolo afferma con molta chiarezza la gratuità della FEDE:”Nessuno può affermare: GESU’ E’ IL SIGNORE, se non sotto l’azione dello Spirito Santo”(ICor.12,3).
  Gesù stesso, a Pietro che lo confessa FIGLIO DI DIO, risponde:“Beato te, Simone, figlio di Giona, perché né la carne, né il sangue te l’hanno rivelato, ma il Padre mio che sta nei cieli”(Mt.16,17).

 S. Agostino, riferendosi alla FEDE come puro dono di Dio, afferma:“Se tu cerchi Dio, è perché LUI  ti ha già cercato. Se incontri Dio, è perché LUI ti ha già incontrato”.
  Ecco perché la FEDE bisogna implorarla incessantemente da Dio nella preghiera.

 Per chiedere il DONO della FEDE, proponiamo la preghiera, ormai famosa, di S. Anselmo, dottore della Chiesa, che ne esprime molto bene la sostanza.

  Signore, insegnami a cercarti e mostrati quando ti cerco:
  non posso cercarti se Tu non me lo insegni,
  né posso trovarti se Tu non ti mostri.
 Che io ti cerchi desiderandoti
 e ti desideri cercandoti,
 che ti trovi amandoti”
  Abramo certamente non ha fatto questa preghiera, ma ne ha vissuto gli atteggiamenti spirituali di fondo, che essa esprime: la fiducia in Dio e l’affidamento a Dio, nella piena docilità e obbedienza alla sua Parola

Questo atteggiamento interiore di totale disponibilità, Dio lo richiede ad ogni persona che riceve il Dono della FEDE, per poter vivere in comunione con Lui. 
  La RISPOSTA dell’uomo alla chiamata di Dio, mediante la FEDE, è sempre libera e coinvolge tutte le sue facoltà: INTELLETTO, VOLONTA’, CUORE.

  Con l’INTELLETTO, l’uomo conosce la RIVELAZIONE di Dio.
 La conoscenza non ci può essere senza l’uso della ragione, necessario supporto della FEDE.

  S. Agostino, sottolineando il ruolo della ragione, afferma: “La fede che non è pensata è nulla”.
 E in un altro passo dice: L’uomo dà l’assenso riflettendo e credendo riflette”.

Nel grado in cui il cristiano vive e coltiva il dono della FEDE, non soltanto entra in una comunione sempre più piena con Dio, ma diventa anche convincente nell’annunciarla agli altri.
  “Adorate il Signore, Cristo, nei vostri cuori, pronti sempre a rispondere a chiunque vi domandi ragione della (FEDE) e della SPERANZA che è in voi”(I Pt.3,15).
  Che dire, allora, di tanti cattolici, i quali vivono tranquillamente indifferenti, in un’ignoranza spaventosa circa le VERITA’ DELLA FEDE?!…

   Noi, che viviamo molti secoli dopo il Patriarca Abramo, e soprattutto che viviamo dopo la venuta di Cristo, abbiamo motivi ben più grandi, per accogliere la chiamata di Dio alla FEDE.
   E’ stato scritto giustamente:
  Noi non crediamo per delle ragioni, ma abbiamo molte ragioni per credere”.
 
Sono i cosiddetti SEGNI DI CREDIBILITA’, i quali possiamo sintetizzarli in questa verità:  IN CRISTO, che ha veramente e radicalmente cambiato la Storia umana, si sono pienamente avverate tutte le Profezie, annunciate non soltanto ad Abramo, ma a tutti i Profeti dell’ANTICO TESTAMENTO.

   Nella Storia umana, al di fuori di Cristo e del suo Vangelo, vediamo propagarsi errori e falsità di ogni genere, idolatrie, vizi e ogni forma di violenza.  Anche chi non crede nella RELIGIONE CATTOLICA, se è intellettualmente onesto, non può negare che CRISTO è al di sopra di tutti i fondatori di Religioni.
E’ UNICO E INARRIVABILE, NELLA SUA GRANDEZZA UMANA E MORALE.

 Come esistono diversi gradi di conoscenza (sensibile, intellettuale, simbolico-mistica), così, nel cammino della fede, esistono diversi gradi di verità.
 Ognuno raggiunge il grado di verità, proporzionato alla sua apertura al DONO DELLO SPIRITO.

 “Allora Abram partì, come gli aveva ordinato il Signore”(Gen.12,4).
  Abramo non oppone alcuna resistenza, né sta a tergiversare davanti alla chiamata di Dio: la mette subito in atto. Si fida totalmente di Dio.
 E’ l’OBBEDIENZA DELLA FEDE.

  Anche l’uomo, nel CREDERE, decide, con la  VOLONTA’, di accogliere la RIVELAZIONE di Dio, e di sottomettere il CUORE alla PAROLA ASCOLTATA.
 “Con il CUORE si crede per ottenere la Giustizia e con la BOCCA si fa la PROFESSIONE DI FEDE per essere salvati”(Rm.10,10).

Più l’uomo dà il proprio assenso alla VERITA’ RIVELATA, più acquista SENSO, VALORE e UNITA’ la sua vita.
 Dio non lo possiamo percepire direttamente con i nostri SENSI, né possiamo comprenderlo con il nostro INTELLETTO. Avvertiamo, però, la sua Presenza nel nostro SPIRITO, quando ci apriamo a LUI, nella sincerità del cuore.
 “I veri adoratori ADORERANNO IL PADRE IN SPIRITO E VERITA’”(Gv .4,23).
              
“Vattene…verso il paese che io ti indicherò”(Gen.12,1)

  La TERRA, PROMESSA da Dio ad Abramo, in questo mondo è, come ben sappiamo, la TERRA DI CANAAN o PALESTINA, nella quale egli si stabilirà, e nella quale nascerà il MESSIA, GESU’ CRISTO, SALVATORE DELL’UMANITA’.
 Questo paese, infatti, gli viene in seguito indicato:
“Alla tua discendenza io do questo paese dal fiume d’Egitto al grande fiume, il fiume Eufrate”(Gen.15,18).

Il CAMMINO di Abramo verso la TERRA PROMESSA, profeticamente rappresenta il CAMMINO di tutti i popoli della terra, verso GESU’ CRISTO, CENTRO e  VERTICE di tutta la storia.

Nel libro di Tobia è preannunciato il PELLEGRINAGGIO DI TUTTI I POPOLI VERSO LA CITTA’ SANTA DI GERUSALEMME:

“Come luce splendida brillerai sino ai confini della terra;
nazioni numerose verranno a te da lontano;
gli abitanti di tutti i confini della terra
verranno verso la dimora del tuo Santo Nome,
portando in mano i doni per il Re del cielo”(Tb.13,13).

La TERRA PROMESSA simboleggia la VITA ETERNA, che GESU’ CRISTO ha meritato con la sua REDENZIONE, per tutti coloro che seguono Abramo nel CAMMINO DELLA FEDE.
  Tutte le Benedizioni, promesse da Dio al Patriarca, trovano il loro ultimo e pieno compimento nella partecipazione alla GLORIA SENZA FINE CON DIO E CON TUTTI I SANTI.
 “Farò di te un grande popolo e ti benedirò;
renderò grande il tuo nome e diventerai una benedizione.
Benedirò coloro che ti benediranno e coloro che ti malediranno maledirò e in te si diranno benedette
tutte le famiglie della terra”(Gen.12,2-3).

 Abramo è vecchio, la moglie Sara è sterile. Ma nulla è impossibile a Dio.
 Egli annuncia ad Abramo che sarà capostipite di un grande popolo, il popolo delle Benedizioni o popolo eletto, promettendogli un figlio. L’esistenza e l’avvenire di questo popolo dipendono proprio dal suo atto assoluto di FEDE, che rompe tutti i legami terrestri, per affidarsi solamente e totalmente a Dio.
 Per fede Abramo, chiamato da Dio, obbedì partendo per un luogo che doveva ricevere in eredità, e partì senza sapere dove andava”(Ebr.11,8-9).
   
La maledizione di Dio, che pendeva sull’umanità, dopo il peccato di Adamo ed Eva, ha continuato a propagarsi. I suoi effetti devastanti li troviamo nel delitto di Caino, nel racconto emblematico della Torre di Babele e nel castigo del diluvio universale.

 Con Abramo, la maledizione di Dio si tramuta in Benedizione per tutta l’umanità, grazie alla sua FEDE.

La FEDE è la vera, grande Benedizione di Dio, che ci rende suoi figli, e come tali, partecipi della sua vita divina ed eredi della BEATITUDINE ETERNA.
 Sorgente di tutte le Benedizioni, accordate da Dio ad Abramo, è GESU’ CRISTO, il MESSIA, il SALVATORE dell’umanità, che nascerà dalla sua stirpe.
Questo è il senso della Profezia:

 “In te si diranno benedette tutte le famiglie della terra”.(G..12,3).

Queste Benedizioni le erediteranno tutti coloro che, pur non appartenendo al popolo di Abramo, vivranno la FEDE di Abramo, nella disponibilità e nell’obbedienza amorosa a Dio.  
Per questo S. Paolo ci dice: “Sappiate dunque che figli di Abramo sono quelli che vengono dalla FEDE”(Gal.  3,7).
  
La FEDE ci fa rinascere come FIGLI DI DIO.
“E se siamo figli, siamo anche eredi: eredi di Dio, coeredi di Cristo, se veramente partecipiamo alle sue sofferenze per partecipare anche alla sua gloria”(Rm. 8,17).

  Vivere la FEDE significa aprirci al GRANDE AMORE del PADRE, che ci ha DONATO il suo FIGLIO e, tramite LUI, ci dona lo SPIRITO SANTO.
Questo è il GRANDE SEGRETO, per essere veramente felici. Vuol dire, infatti, SCOPRIRE che siamo stati creati da DIO-AMORE, PER ESSERE DA LUI AMATI E PER AMARLO.

  Chi vive la FEDE, vince tutte le seduzioni del mondo, perché ha con sé la forza stessa di Dio.
“Tutto ciò che è nato da Dio vince il mondo; e questa è la vittoria che ha sconfitto il mondo: la nostra fede”.
(I Gv.5,4).
                                                                                         
            L’ ALLEANZA(Gen. cap. 15).

Dopo tali fatti, questa parola del Signore fu rivolta ad Abram in visione: Non temere, Abram, io sono il tuo scudo; la tua ricompensa sarà molto grande”(Gen.15,1).

   Dio rinnova le PROMESSE ad Abramo. Gli dà garanzia che Egli sarà, per sempre, il suo DIFENSORE e la sua SICUREZZA.  La RICOMPENSA, per la sua FEDE sarà, incalcolabile.

 Abramo, pur non vedendo ancora realizzate le PROMESSE, continua a fidarsi di Dio e ad affidarsi a Dio.    

  La FEDE rende reali e presenti, anche gli eventi futuri, che sono oggetto della SPERANZA.  
  “La FEDE è il FONDAMENTO delle cose che si sperano e la PROVA di quelle che non si vedono”(Ebr.11,1)
 La FEDE non è una semplice PROMESSA: è una CERTEZZA, perché fondata, non sulla parola labile dell’uomo, ma sulla PAROLA ETERNA DI DIO, che ha creato e costituito tutte le realtà riguardanti l’uomo e l’universo. Ecco le parole di Gesù che esprimono questa certezza: Tutto quello che domandate nella preghiera, abbiate fede di averlo ottenuto e vi sarà accordato”(Mc.11,24).
 
  S. Paolo, nella Lettera ai Romani, esalta Abramo per la sua FEDE, che lo rende MODELLO di ogni credente.

“Abramo ebbe fede, sperando contro ogni speranza e così divenne padre di molti popoli, come gli era stato detto: così sarà la tua discendenza. Egli non vacillò nella FEDE, pur vedendo già come morto il proprio corpo - aveva circa cento anni - e morto il seno di Sara. Per la promessa di Dio non esitò con incredulità, ma si rafforzò nella FEDE e diede gloria a Dio pienamente convinto che quanto Egli aveva promesso era anche capace di portarlo a compimento. Ecco perché gli fu accreditato come giustizia”(Rm. 4,18-229).

  La FEDE giustifica(=rende giusto) Abramo, e quindi ogni uomo, (anche prima della venuta di Cristo), non per i suoi meriti o per le opere da lui compiute, ma per la REDENZIONE DI CRISTO. E’, quindi, la FEDE IN LUI che ci salva.
“Ecco, soccombe colui che non ha l’animo retto, mentre il giusto VIVRA’ PER LA SUA FEDE”(Ab.2, 4).

 Ciò non significa, però, che l’uomo si può esimere dalla responsabilità di collaborare con Dio per la propria salvezza.
S. Agostino lo dice chiaramente: Dio, che ti ha creato senza di te, non ti salverà senza di te”. Questo, perché Dio rispetta la libertà di ogni persona, pur cercando di salvarla in ogni modo. La rispetta fino al punto di lasciarle la tremenda possibilità di dannarsi. Ma, se ciò avverrà, sarà soltanto perché essa ha rifiutato il suo AMORE MISERICORDIOSO fino alla fine della propria vita.  

 Abramo, invece, ha risposto a Dio in pienezza, CON L’OBBEDIENZA DELLA FEDE.

 Per questo, Dio stringe con lui un’ALLEANZA di AMORE.   

 Il capitolo 15 della Genesi ci descrive il rito antico, che vigeva a quel tempo, per stipulare l’ALLEANZA.

 Lo scopo per il quale Dio si rivela è precisamente quello di stringere un patto di ALLEANZA con l’uomo, con ogni uomo.

 Uno dei concetti fondamentali per comprendere la BIBBIA è proprio il concetto di ALLEANZA.
 Nella Storia della Salvezza, man mano che Dio SI RIVELA all’uomo, gli propone una forma di ALLEANZA sempre più perfetta.

 Nel VECCHIO TESTAMENTO troviamo tre ALLEANZE:

 - La prima ALLEANZA con Noè, dopo il diluvio, chiamata: ALLEANZA COSMICA, perché stipulata con tutte le creature dell’universo. Segno: L’Arcobaleno.

  - La seconda ALLEANZA con Abramo e tutti i suoi discendenti nella genealogia del popolo eletto. Segno: la Circoncisione.

  - La terza ALLEANZA con Mosè, sul Monte Sinai, per tutto il popolo ebraico. Segno: Le due Tavole della Legge (I dieci Comandamenti).

Nel Nuovo Testamento, DIO PADRE ci dona il proprio FIGLIO GESU’ CRISTO e, nel suo SANGUE REDENTORE, ratifica la NUOVA ED ETERNA ALLEANZA con tutta l’umanità.
 La RISPOSTA che Egli si attende da noi è la FEDE, che ci fa accogliere SUO FIGLIO come nostro SALVATORE.
Questa ALLEANZA, NEL DONO TOTALE DI SE,’ si perpetua nel MISTERO dell’ EUCARISTIA, che rimane IL SEGNO PERENNE e VIVENTE della sua PASQUA DI REDENZIONE.

Ecco le parole con cui GESU’ CRISTO l’ha istituita:
 “Poi, preso un pane, rese grazie, lo spezzò e lo diede loro dicendo: Questo è il mio corpo che è dato per voi; fate questo in memoria di me. Allo stesso modo dopo aver cenato, prese il calice dicendo: Questo calice è la NUOVA ALLEANZA NEL MIO SANGUE, che viene versato per voi”(Lc.22,19-20)

  GESU’ EUCARISTIA è il GRANDE MISTERO
  DELLA FEDE,
 dal quale la Chiesa attinge continuamente la GRAZIA per vivere, se pur nella condizione della fragilità umana, l’ ALLEANZA di AMORE CON DIO.
E’da questo MISTERO, che essa riceve la forza di ANNUNCIARE e TESTIMONIARE, nella FEDE, il VANGELO di Cristo al mondo, FINO AL COMPIMENTO della SALVEZZA, alla fine del tempo.  
                                  

                             LA PROVA (Gen. Cap.22)


    Il capitolo 22 della Genesi ci descrive, in uno stile commovente e insieme drammatico, la PROVA SUPREMA della FEDE di Abramo: il sacrificio del figlio ISACCO.

  E’ Dio stesso che mette alla prova Abramo. Gli ordina di immolare a Lui il figlio della PROMESSA, quel figlio, che è nato per SUO PURO DONO, dalla moglie Sara, ormai vecchia e sterile. Quel figlio, che rappresenta per Abramo l’unico sostegno e l’unica sicurezza nel suo futuro.

Dio, che è un ottimo pedagogo, fino a questo momento, ha preparato il Patriarca a questa PROVA SUPREMA, attraverso distacchi, gradualmente sempre più radicali: la terra, la famiglia e i parenti, tutte le sicurezze umane, economiche e sociali. Abramo ha risposto sempre con l’OBBEDIENZA della FEDE, che lo ha reso forte.  

 Ora, però, Dio gli chiede il sacrificio del figlio, la PROVA della FEDE, oltre la quale non poteva chiedergli più nulla.     
  Per divenire veramente “padre nella FEDE”, Abramo doveva staccarsi da tutti e da tutto, per porre la sua totale e unica sicurezza in DIO.
  
 Il capitolo 22 della Genesi ci descrive, in uno stile profondamente toccante e drammatico, il dialogo di Abramo con il figlio Isacco, mentre lo sta conducendo sul monte Moria, per immolarlo, Le viscere di Abramo, davanti alla prospettiva di immolare l’unico figlio, sono in tumulto.
Ma la sua FEDE è più grande. Il suo cuore sembra voler cedere, ma la sua FEDE è più forte.
 Abramo riflette, per comprendere meglio l’agire di Dio.

  Se gli ha donato il figlio promesso, concepito prodigiosamente dal grembo di Sara, impotente a generare, perché vecchia e sterile, Egli può anche farlo risuscitare dai morti.

 Sul monte dell’immolazione, Dio “ PROVVEDERA’”… Così, Abramo, liberatosi da tutti gli impedimenti che lo legano, compie un atto di FEDE
perfetta, che diventa OBBEDIENZA EROICA a Dio. Un atto che apre il suo cuore ad AMARE DIO IN MANIERA ASSOLUTA, AFFERMARNDO LA SUA SIGNORIA SU TUTTE LE CREATURE.
Ecco perché, come premio alla sua FEDE, Dio ri-dona ad Abramo il figlio e con lui rinnova tutte le PROMESSE.

 S. Teresa d’Avila  dice: “Dio si dona tutto a chi si dona tutto a Lui”.
  Dio non toglie nulla all’uomo, se non per donargli di più, perché Lui è PURO DONO.

 Certamente da quel momento Abramo ha visto e amato Isacco in una maniera incomparabilmente superiore di prima, perché ha compreso che gli era stato da Dio DOPPIAMENTE DONATO.                  

Nel sacrificio di ISACCO, noi vediamo una chiara figura del SACRIFICIO DI GESU’ CRISTO (=la Pasqua). Con la differenza che Abramo non ha ucciso ISACCO, mentre Dio Padre ha sacrificato il FIGLIO per noi peccatori.
 Il CAMMINO di FEDE di Abramo è quello di tutti coloro che vogliono vivere nella FEDE di Cristo.
Ogni CAMMINO di FEDE incontra il momento dell’oscurità e della prova, che giunge fino al punto di mettere in gioco la propria vita. I Santi mistici l’hanno descritta come la NOTTE DELLA FEDE.
Rinunce, sofferenze, dubbi, incomprensioni, momenti di abbandono, paure, ostilità che nascono da gelosie…sono tutte prove che Dio permette, perché la nostra FEDE si purifichi e cresca, fino a trasformare tutta la nostra vita in un SACRIFICIO A DIO GRADITO.

Ogni cristiano deve porsi anche davanti alla possibilità concreta di dover dare la propria vita per difendere la FEDE, come l’hanno donata tanti MARTIRI.

 Non possiamo chiudere il tema trattato sulla FEDE in ABRAMO, senza accennare, anche se molto sinteticamente, alle altre virtù, che rifulgono nella figura del Santo Patriarca. Virtù, sempre informate e guidate dalla FEDE, che veramente trasforma una persona, rendendola IMMAGINE TRASPARENTE di Dio.

ABRAMO è l’uomo che è PELLEGRINO in questo mondo, perché non ha qui la sua stabile dimora. E’la persona che prende coscienza che la vita è un CAMMINO nel quale non deve mai adagiarsi, soddisfatta delle proprie conquiste.
ABRAMO è l’uomo POVERO, che si stacca gradualmente da tutto, per consegnarsi, alla fine, a Dio, nella propria radicalità. Non ha più nulla di proprio, nemmeno il terreno, per seppellire la moglie Sara, dove poi verrà sepolto lui stesso (Gen- cap. 23).
ABRAMO è l’uomo di PACE, che evita tutte le liti e le contese. (Gen. c.13). ABRAMO è l’uomo che NON SI RASSEGNA MAI, ma che reagisce e lotta contro le ingiustizie e le sopraffazioni, non solo per sé, ma anche per i suoi discendenti.

ABRAMO è l’uomo che scopre progressivamente la presenza e l’opera di Dio nella sua storia, intimamente connessa con la storia di tutta l’umanità.
 ABRAMO è l’uomo VERAMENTE RELIGIOSO.  RICONOSCE, ADORA E RINGRAZIA DIO con la PREGHIERA e il SACRIFICIO. INTERCEDE per i peccati di Sodoma.(Gen.c.18, 16-33).

Ma, soprattutto,  egli  SI LASCIA GUIDARE dalla PAROLA DI DIO e OBBEDISCE A LUI.
E’ questo che distingue la FEDE dalla SEMPLICE RELIGIOSITA’, che in se stessa può essereVUOTA, EMOTIVA e SCHIAVA di PAURE e SUPERSTIZIONI.

ABRAMO, perciò, è l’uomo che arriva, alla fine, a raggiungere lo scopo supremo per cui è stato creato: AMARE DIO SOPRA OGNI ALTRA COSA.

Che Dio misericordioso conceda anche a tutti noi questa GRAZIA, CHE E’IL VERO COMPIMENTO DELLA VITA.

                                                Fr. Severino Consolaro






venerdì 5 ottobre 2012

L' ANNUNCIO DELLA PAROLA DI DIO

                L’ ANNUNCIO DELLA PAROLA DI DIO
                       
“ Gesù disse loro: andate in tutto il mondo e predicate il Vangelo ad ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvo, ma chi non crederà sarà condannato”.
 (Mc. 16, 16).

Gesù ha affidato alla CHIESA il PATRIMONIO INESTIMABILE DELLA SUA RIVELAZIONE, perché lo CUSTODISCA per TRASMETTERLO INTATTO, di generazione in generazione, a tutti i popoli e a tutte le creature umane.

La CHIESA, fin dal tempo degli Apostoli, TRAMANDA, con assoluta fedeltà, quanto ha RICEVUTO dal suo Fondatore e Maestro, CRISTO SIGNORE: la RIVELAZIONE SCRITTA ( S. SCRITTURA) e la RIVELAZIONE ORALE (la TRADIZIONE VIVA DEL MAGISTERO).

I primi ANNUNCIATORI e TESTIMONI QUALIFICATI della PAROLA sono gli APOSTOLI, preparati a tale MISSIONE da GESU’stesso.
Per questo, la CHIESA fondata da CRISTO, è APOSTOLICA.

La catena ininterrotta, sia dei Sommi Pontefici, da S. Pietro al papa attuale BenedettoXVI, sia dei Vescovi, successori degli APOSTOLI, ci attesta che la CHIESA, mediante questi anelli, resta sempre collegata direttamente al suo Fondatore, GESU’CRISTO.

La celebrazione dei Sacramenti istituiti da Gesù, iniziata con gli Apostoli e da loro trasmessa, è un’altra garanzia dell’Apostolicità della CHIESA.

Tutto il libro degli “ ATTI”, scritto da S. Luca, - storico meticoloso, documentato e preciso, - come continuazione del suo Vangelo, ci testimonia la FEDELTA’ della CHIESA  delle Origini, nella TRASMISSIONE della RIVELAZIONE di CRISTO.

L’ inizio del libro è, al proposito, molto significativo:
“ Nel mio primo libro ho già trattato, o Teofilo, tutto quello che Gesù fece e insegnò dal principio fino al giorno in cui, dopo aver dato istruzioni agli Apostoli che si era scelti nello Spirito Santo, Egli fu assunto in cielo”(Lc. 1, 1-2 ).

 Anche S. Paolo, il più grande ANNUNCIATORE e TESTIMONE della PAROLA di DIO, ossia di CRISTO, la PAROLA INCARNATA, lo afferma chiaramente:
 Io, infatti, ho ricevuto dal Signore quello che a mia volta vi ho trasmesso e, dopo aver reso grazie, lo spezzò e disse: questo è il mio corpo che è per voi; fate questo in memori di me. Allo stesso modo, dopo aver cenato, prese anche il calice, dicendo: questo calice è la nuova alleanza nel mio sangue; fate questo, ogni volta che ne bevete, in memoria di me. Ogni volta infatti che mangiate di questo pane e bevete di questo calice, voi annunziate la morte del Signore finchè egli venga”.  (I  Cor. 11, 23).


La CHIESA TRASMETTE la PAROLA DI DIO mediante:
- L’EVANGELIZZAZIONE: è il primo e fondamentale ANNUNCIO della PAROLA a chi non ha ancora la Fede, ed è chiamato il KERIGMA.
Ogni persona ha il diritto di essere illuminata dalla PAROLA di DIO, la quale risponde alle DOMANDE FONDAMENTALI SUL SENSO E SUL VALORE DELLA VITA DELL’UOMO.

Ecco perché Gesù ha dato un ordine preciso alla sua CHIESA, che vale per tutti i tempi e per tutte le persone che hanno ricevuto il dono della FEDE, sacerdoti, religiosi e laici: EVANGELIZZARE IL MONDO.
 “ Egli allora chiamò a sé i dodici e diede loro potere e autorità su tutti i demoni e di curare le malattie. E li mandò ad annunziare il Regno di Dio e a guarire gli infermi” (Lc. 9, 2).
Perciò la PAROLA di DIO deve essere proposta a tutte le persone, durante tutto l’arco della loro vita, e non soltanto in preparazione ai Sacramenti.
Ecco perché S. Paolo, scrivendo al discepolo Timoteo, afferma:
“ Annunzia la PAROLA, insisti in ogni occasione opportuna e non opportuna, ammonisci, rimprovera, esorta con ogni magnanimità e dottrina” ( “ Tm. 4, 2).

Senza l’ASCOLTO ASSIDUO DELLA PAROLA, non è possibile vivere da cristiani.


-         La CATECHESI: è l’esposizione sistematica ed organica della  
         PAROLA a chi ha già la Fede, per
           CUSTODIRLA, per RAVVIVARLA e per
         PORTARLA A MATURAZIONE.
   
   La CATECHESI ci aiuta a rendere più INTELLIGIBILI e più CREDIBILI le VERITA’, che la FEDE ci propone.

   Per veicolare i contenuti della RIVELAZIONE, in maniera efficace, è necessario conoscere il METODO proprio della CATECHESI, che consiste nell’applicare le LEGGI FONDAMENTALI della Comunicazione Umana.

Nel Vangelo, abbiamo un esempio straordinario di CATECHESI, che  diventa MODELLO per tutta la Chiesa. E’ quella che fa lo stesso Gesù Risorto, nell’apparizione ai due discepoli di Emmaus.

E’ stupendo questo brano evangelico, che Luca ha incorniciato mirabilmente nel VESPERO del GIORNO GLORIOSO della PASQUA DI RISURREZIONE.

I VERBI ci sottolineano gli ATTEGGIAMENTI di Gesù nei confronti dei due discepoli. Il loro cuore era buio come la notte, che stava per scendere sul loro villaggio, verso il quale erano incamminati, ormai delusi e senza speranza.
                                                                              
Gesù, dapprima, SI RENDE PRESENTE ai due discepoli, non soltanto esternamente, ma entrando nella loro esperienza interiore, fino al punto di immedesimarsi nella loro situazione psicologica, morale e spirituale.
Si fa veramente COMPAGNO DEL LORO CAMMINO, come vuole farsi compagno di tutti noi, nel VIAGGIO DELLA VITA.

“ Mentre discorrevano e discutevano insieme, Gesù SI ACCOSTO’ e CAMMINAVA CON LORO.”( Lc. 24, 15).

Si introduce subito nel DIALOGO VIVO, ASCOLTANDO ciò che stanno discutendo.

Poi, fingendo di non conoscere nulla degli EVENTI, appena accaduti in Gerusalemme, che lo riguardavano direttamente, si inserisce nel loro discorso, con un’interrogazione.
"Ed egli disse loro: che sono questi discorsi che state facendo tra voi durante il cammino”? (Lc. 24, 17)

I due discepoli gli narrano tutta la vicenda che riguardava Lui, culminata e conclusasi miseramente nella sconfitta della sua Morte in croce.
Questo EVENTO ha fatto crollare tutte le loro speranze riposte in Lui.
                                                                                                              
Gesù li rimprovera, per la loro incredulità alle Scritture, le quali hanno previsto e preannunciato, per filo e per segno, tutto ciò che è accaduto, in quei giorni, a GERUSALEMME.

Egli, partendo dalla sua PASQUA, che è l’EVENTO DECISIVO DELLA STORIA, spiega, con tanta LUCE di SAPIENZA e con tanta FORZA di CONVINZIONE, la PAROLA delle Scritture e dei Profeti.
“ Ed Egli disse loro: sciocchi e tardi di cuore nel credere alla Parola dei Profeti! Non bisognava che il Cristo sopportasse queste sofferenze per entrare nella sua gloria? E cominciando da Mosè e da tutti i profeti spiegò loro in tutte le Scritture ciò che si riferiva a Lui”.
 (Lc. 24, 25-27).

Il seguito lo conosciamo bene. Quando arrivano al loro villaggio, lo invitano caldamente a fermarsi, con un’invocazione bellissima e pregna di significato, offrendogli generosa ospitalità.
“ Resta con noi perché si fa sera e il giorno già volge al declino” (Lc. 24, 29).

 Gesù si manifesta, durante la cena, nel gesto inconfondibile di spezzare il pane, per donarlo a loro. Ma, nello stesso istante che si fa riconoscere, Egli scompare.
“Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero. Ma Lui sparì dalla loro vista” (Lc. 24, 31).

In questo APPARIRE e SCOMPARIRE di Gesù Risorto, è racchiuso TUTTO IL MISTERO DELLA FEDE. Essa non è una VISIONE DIRETTA DI DIO, ma neanche un’ILLUSIONE.

E’ un Dono dello SPIRITO CONSOLATORE, che vuole essere per tutti il “DOLCE OSPITE DELL’ANIMA”.  Chi vive la Fede, ne percepisce la PRESENZA AMOROSA, che è INEFFABILE…

Chi, invece, non ACCOGLIE CRISTO CON LA FEDE, purtroppo…RIMANE SOLO.

I due discepoli di Emmaus sono totalmente cambiati dopo l’incontro con Gesù Risorto. Mentre Lui spiegava le Scritture, sono passati gradualmente dalla tristezza più cupa ad un entusiasmo e ad una gioia incontenibili. Non possono più tacere.

 Tornano subito, e di corsa, verso la comunità degli Apostoli, in Gerusalemme, da dove sono partiti, per TESTIMONIARE l’EVENTO STUPENDO e TRAVOLGENTE DELLA SUA RISURREZIONE.

E’ il frutto della CATECHESI “VIVA e CALDA”di Gesù.

 “ E partirono senz’indugio e fecero ritorno a Gerusalemme dove trovarono riuniti gli Undici e gli altri che erano con loro, i quali dicevano: “Davvero il Signore è risorto ed è apparso a Simone”. Essi poi riferirono ciò che era accaduto lungo la via e come l’avevano riconosciuto nello spezzare il pane”.
 (Lc. 24, 33-35).  

Chi fa Catechesi, deve, come Gesù, entrare nella mente e nel cuore dei discepoli. L’ASCOLTO e il DIALOGO sono assolutamente indispensabili, perché la CATECHESI sia fruttuosa.      

 L’Itinerario Catechistico ha lo scopo precipuo di condurre le persone ad incontrare e a ri-conoscere Gesù, nel suo Mistero, in una maniera sempre più viva e più profonda, per innamorarsi di Lui.

Li aiuta a scoprire la sua PRESENZA, che si attua in pienezza nei Sacramenti, e in particolare nell’EUCARISTIA, per portarli poi a VIVERE IN UNA COSTANTE COMUNIONE CON LUI. 

Man mano che la persona entra in rapporto con CRISTO e riceve da Lui il Dono dello SPIRITO SANTO, avverte, con chiarezza e con forza, la chiamata, come i discepoli di Emmaus, ad EVANGELIZZARE i fratelli.

Il frutto maturo di una buona Catechesi è proprio la Testimonianza di vita, la quale ci spinge, come gli Apostoli, ad affermare:
“Noi non possiamo tacere quello che abbiamo visto e ascoltato”.(At. 4, 20).

 Ogni cristiano, per poter ANNUNCIARE agli altri la PAROLA DI DIO, deve prima abituarsi ad ASCOLTARLA nel PROFONDO del proprio cuore.

In concreto, gli OBIETTIVI che si prefigge la CATECHESI, per aiutare le persone a maturare la propria Fede, sono cinque.

Essi sono talmente uniti tra loro che non si possono raggiungere separatamente: sono come i cinque rami nei quali si espande e porta i suoi frutti l’albero della Fede. Per questo, non c’è Fede matura e autentica, se tutti non sono armonicamente sviluppati.

Questi sono gli OBIETTIVI:

LA COMUNIONE: Coltivare nella persona la Comunione con Dio, con la Chiesa, con ogni singola persona.

     LA PROFEZIA: Aiutare la persona a leggere, a meditare e a capire la Parola di Dio, per interpretare, con la sua Luce, tutte le realtà della vita.

LA LITURGIA: Aiutare la persona a partecipare attivamente alla vita liturgica, penetrando il Mistero che si attua, mediante i Riti e le Parole.
    
      LA DIACONIA: (Servizio) Educare la persona a prestare il servizio al prossimo con amore, sull’esempio di Gesù, che non è venuto per essere servito, ma per servire, fino al dono supremo della vita sulla croce.

LA MARTURIA: (Testimonianza) Educare la persona alla Testimonianza cristiana ossia a manifestare con coerenza la sua FEDE nelle OPERE.

Più ci  APRIAMO alla PAROLA, più lo SPIRITO ci sospinge a CONDIVIDERLA con i fratelli.  


 - La PREDICAZIONE: è insieme ANNUNCIO, ESORTAZIONE, APPELLO EFFICACE e ATTUALIZZATO, all’ASCOLTO e alla ACCOGLIENZA della PAROLA di DIO, che concretamente significa alla ACCOGLIENZA di CRISTO.

S. Paolo ribadisce la necessità della PREDICAZIONE PER MANTENERE, RAVVIVARE ED AUMENTARE IL DONO INESTIMABILE DELLA FEDE.  
“La fede dipende dunque dalla predicazione e la predicazione a sua volta si attua per la Parola di Cristo” (Rm. 10, 17)

-         La TESTIMONIANZA: è la PAROLA, che si INCARNA e si FA VITA in chi la accoglie. Per questo, essa è la forma più incisiva di Catechesi. Si dice giustamente che le parole volano, ma gli esempi  
     trascinano. 

La PRIMA EVANGELIZZAZIONE DELLA CHIESA nasce dalla TESTIMONIANZA EVANGELICA DELLA SUA VITA E DELLE OPERE CHE ESSA COMPIE.

Nel contatto, VIVO e VIVIFICANTE con il suo SPOSO, GESU’CRISTO, essa diventa TESTIMONE della VERITA’ DEL VANGELO e si sente inviata ad ANNUNCIARLO al MONDO INTERO.

Gesù manda lo Spirito Santo promesso sugli Apostoli, ANZITUTTO PER RENDERLI SUOI TESTIMONI con la loro VITA, e POI perché ANNUNCINO il VANGELO ai fratelli, MEDIANTE la PAROLA.

“ Avrete forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi e mi sarete testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samaria e fino agli estremi confini della terra” (At. 1,8).

Noi siamo degli ANNUNCIATORI CREDIBILI in proporzione DELLA NOSTRA TESTIMONIANZA DI VITA.

Nella Chiesa, gli stati fondamentali di vita sono tre: i SACERDOTI, i  RELIGIOSI, i LAICI.

Tutti sono chiamati da Dio a realizzare la propria vita, ossia a DIVENIRE SUOI TESTIMONI, secondo la vocazione e i doni propri di ognuno.
La persona, chiamata da Dio con la speciale vocazione del MINISTERO SACERDOTALE, EVANGELIZZA anzitutto conformandosi spiritualmente ai DIVINI MISTERI che celebra.

La persona, chiamata da Dio a consacrare la propria vita nello STATO RELIGIOSO, EVANGELIZZA anzitutto vivendo il DONO RICEVUTO, che è un AMORE DI PREDILEZIONE.
E lo vive, ricambiandolo, mediante la CONSACRAZIONE PERPETUA della propria vita a Lui.

Il laico EVANGELIZZA anzitutto vivendo la REALTA RADICALE del BATTESIMO, che lo ha reso FIGLIO DI DIO e lo ha INNESTATO PER SEMPRE IN CRISTO. Il che significa che egli deve vivere IN PIENA COMUNIONE CON LUI E CON i FRATELLI.

La CHIESA venera, in eguale misura, la PAROLA DI DIO e l’EUCARISTIA, perché ambedue sono “SACRAMENTI”, ossia SEGNI DELLA SUA REALE PRESENZA.

Nella Missione della CHIESA, la PAROLA DI DIO è sempre CENTRALE.

-Viene ANNUNCIATA-ASCOLTATA e CREDUTA  mediante l’EVANGELIZZAZIONE, la CATECHESI e la PREDICAZIONE.

- Viene MEDITATA e PREGATA nella LITURGIA e nella “LECTIO DIVINA”( = Meditazione attualizzata della PAROLA).

- Viene CELEBRATA nei Sacramenti, che hanno la loro SORGENTE e il loro CULMINE nell’ EUCARISTIA.

- Viene  TESTIMONIATA, ossia INCARNATA e VISSUTA: negli ATTEGIAMENTI della vita, praticando le VIRTU’ e nelle OPERE  di MISERICORDIA SPIRITUALI e CORPORALI, che manifestano la CARITA’ di CRISTO.
      


                                                   P.Severino Consolaro





























lunedì 1 ottobre 2012

L’ URGENZA DEL VANGELO

                          L’ URGENZA DEL VANGELO

ASSUNTO: Il VANGELO è la RISPOSTA VERA, COMPLETA e   ULTIMA agli interrogativi sul SENSO, sullo SCOPO e  sui VALORI della vita umana.

Carissimo/ma,
 un cristiano-cattolico, che non vuole esserlo soltanto di nome, è chiamato a diffondere il VANGELO con tutti i mezzi che il progresso tecnologico odierno ci offre, compreso il web.

VANGELO significa BELLA NOTIZIA, perché esso ANNUNCIA LA PIU’ BELLA NOTIZIA, che ogni persona ha il diritto e ha il dovere di conoscere.
Dio stesso, già nel Vecchio Testamento, ci preannuncia questa BELLA NOTIZIA, mediante il Profeta Geremia:
“ Ti ho amato di amore eterno, per questo ti conservo ancora pietà “ ( Ger. 31,3 ). Questa dichiarazione di Amore è rivolta a ciascuno di noi.
OGNI PERSONA SI RENDE CONTO CHE L’ESIGENZA PIU’ PROFONDA DEL PROPRIO ESSERE E’ QUELLA DI SENTIRSI AMATA E, A SUA VOLTA, DI POTER AMARE.

DIO PADRE CI HA AMATO TANTO DA DONARE A NOI E PER NOI IL SUO UNICO FIGLIO, GESU’ CRISTO.

Diffondere il VANGELO significa FAR CONOSCERE GESU’ CRISTO, CHE CI HA RIVELATO E COMUNICATO, IN PIENEZZA, L’AMORE DEL PADRE.

“ Dio, infatti, ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio Unigenito, perché chiunque crede in Lui, non muoia, ma abbia la vita eterna”.
 (Gv. 3, 16 ).

Il PADRE LO HA DONATO A NOI:

a) PER CONDIVIDERE LA NOSTRA VITA, MEDIANTE
    IL MISTERO DELL’INCARNAZIONE;  
b)  PER CONDIVIDERE LA NOSTRA MORTE,
  OFFRENDOSI  LIBERAMENTE PER NOI SULLA
 CROCE, MEDIANTE IL  MISTERO
 DELLA REDENZIONE;

 
c)   PER RIMANERE PERENNEMENTE IN MEZZO    A  NOI E  VIVERE IN NOI, MEDIANTE IL MISTERO-SACRAMENTO DELL’EUCARISTIA.

Il VANGELO e GESU’ CRISTO SONO INSEPARABILI. Se non si accoglie la sua PAROLA, non si può accogliere la sua PERSONA DIVINO-UMANA, che è il VANGELO INCARNATO.

 A PILATO CHE COME GOVERNATORE ROMANO AVEVA LA POSSIBILITA’ DI LIBERARLO DALLA MORTE DI CROCE, GESU’ NON ESITA A DICHIARARE LA PROPRIA IDENTITA’:

“ IO SONO NATO E SONO VENUTO NEL MONDO, PER RENDERE TESTIMONIANZA ALLA VERITA’. CHIUNQUE  E’ DALLA VERITA’,ASCOLTA LA MIA VOCE”(Gv.18,17).

Ma oggi abbiamo un buon numero di cristiani che, davanti a CRISTO, che ha dato la DIMOSTRAZIONE PIU’ GRANDE  DELLA VERITA’ DEL VANGELO,  ACCETTANDO, NELL’ AMORE DEL PADRE, LA MORTE DI CROCE PER TUTTI NOI, RIMANGONO INDIFFERENTI.

E l’INDIFFERENZA E’, FORSE, ANCORA PIU’ GRAVE DELLA STESSA NEGAZIONE DI DIO.
Purtroppo, il SECOLARISMO e il LAICISMO DIFFUSI e STRISCIANTI, contagiano sempre più anche i credenti.

DIO E’ IL GRANDE SCONOSCIUTO. PUBBLICAMENTE E UFFICIALMENTE NON VIENE QUASI MAI NOMINATO.
Si RITIENE la FEDE COME UNA QUESTIONE PRIVATA…

L’incresciosa vicenda del tentativo di bandire il CROCIFISSO dai luoghi pubblici denota fino a quale punto siamo oggi arrivati.  
Abbiamo cristiani che si considerano CREDENTI, soltanto perché sono stati battezzati e perché, magari, hanno conservato qualche pratica religiosa.
In tutto questo si avverte il VUOTO TREMENDO, PRODOTTO DALL’ANALFABETISMO SUL VANGELO, SENZA IL QUALE CROLLA TUTTO.
Il VANGELO NON SI CONOSCE, PERCHE’ NON SI LEGGE,  NON SI MEDITA E NON SI PREGA.
PER CONSEGUENZA, NON SI CREDE E NON SI PUO’ANNUNCIARE AGLI ALTRI.

Il mondo in cui viviamo è impregnato di RELATIVISMO.
Che cosa significa QUESTA PAROLA?
Che non ci sono più VERITA’ ASSOLUTE e OGGETTIVE DA CREDERE, ma soltanto VERITA’ PARZIALI e SOGGETTIVE, che ognuno accoglie come gli conviene.

E’ ORA CHE PRENDIAMO ATTO DI QUESTA SITUAZIONE:
la PAROLA DI DIO, che tutto ha creato, che governa, con SOMMA SAPIENZA e AMORE, ogni creatura dell’universo, che guida la Storia, è ignorata da tanti, da troppi, che pur si dicono cristiani.
Magari sono professori, specialisti, “ mostri di scienza”, colti in tutto lo scibile umano, eccetto che nella conoscenza e nell'approfondimento dell’UNICA VERITA', che SALVA e che dà le RISPOSTE CERTE e ULTIME al SENSO della vita umana. 

Non è un assurdo questo?...

Perciò, L’URGENZA della DIFFUSIONE DEL VANGELO si avverte sempre di più nel mondo in cui oggi viviamo.
Un mondo tanto caotico e frastornato dai mass-media, i quali sembra abbiano COME UNICO FINE IL QUOZIENTE DI ASCOLTO, e quindi il PROFITTO E IL CONSUMISMO.

Abbastanza spesso, purtroppo, nella COMUNICAZIONE, si infiltrano anche delle IDEOLOGIE, che sono in netto contrasto con il VANGELO, perché SONO CONTRO IL VERO BENE DELL’UOMO.
 Nei MASS-MEDIA ci sono “ scaricati, “ a valanga, MESSAGGI DI OGNI GENERE, spesso in conflitto tra loro, senza darci dei CRITERI PER INTERPRETARLI.
Molte persone non hanno il tempo, la disponibilità o la capacità di decifrarli, di confrontarli con la PAROLA DI DIO e con la propria COSCIENZA, e li assorbono passivamente.
 Dove sono i PRINCIPI BASILARI, che devono sempre guidare la COMUNICAZIONE MEDIATICA?...

Il RISPETTO DELLA VERITA’, la FONDAMENTALE UGUAGLIANZA, NELLA DIGNITA’, DI OGNI PERSONA UMANA e di ogni GRUPPO SOCIALE, la TUTELA di chi è PIU’ DEBOLE e PIU’ INDIFESO?...
Dove sono le REGOLE ETICHE ED EDUCATIVE, che aiutano LE PERSONE, LE FAMIGLIE, LA SOCIETÀ, A CRESCERE, TENENDO PRESENTE, CON PARTICOLARE RIGUARDO, I BAMBINI, GLI ADOLESCENTI E I GIOVANI? ...

Perché nei NOTIZIARI I MASS-MEDIA trasmettono quasi esclusivamente MESSAGGI NEGATIVI: DELITTI, VIOLENZA, TRUFFE, PROCESSI, CONFLITTI TRA I POLITICI ?… 

In tutto ciò, c’è UNA MENZOGNA DI FONDO: il BENE, nel mondo, per fortuna, è SEMPRE VINCENTE sul MALE. Ma, SICCOME NON FA NOTIZIA, INCREMENTANDO IL PROFITTO DEI MASS-MEDIA, ESSO VIENE IN GRAN PARTE TRASCURATO, MINIMIZZATO OD OBLIATO.

Mancano troppo, specie per i giovani, MODELLI POSITIVI DI VITA. Sono MESSI IN MOSTRA ed ESALTATI MODELLI INGANNEVOLI e FASULLI, che inducono molti a disimpegnarsi dai VALORI AUTENTICI, sui quali costruire la vita. E le conseguenze negative della loro mancata formazione sono ben visibili nella società…

Il criterio dei MASS-MEDIA di indugiare eccessivamente sul MALE, SENZA DARE CORAGGIO E SPERANZA alle persone, non produce che SFIDUCIA E PESSIMISMO.

Non si rendono conto gli OPERATORI MEDIATICI di tali EFFETTI NEGATIVI DIROMPENTI che essi stanno producendo, per l’USO DISTORTO e ABUSIVO, che ne fanno?...

Per questo, oggi più che mai, bisogna trovare il tempo per sostare con se stessi.
Una sosta molto opportuna, per RIFLETTERE SUI TANTI MESSAGGI che riceviamo e DISCERNERE I PROBLEMI VERI E I VALORI AUTENTICI.

 PROBLEMI e VALORI che non sono semplicemente quelli INDOTTI DAL CONSUMISMO, ma quelli che ci propone il VANGELO DI GESU’ CRISTO, vagliati anche dalla propria COSCIENZA.

La VERITÀ PIÙ SCONCERTANTE è che Dio ci HA PARLATO e CONTINUA A PARLARCI, ma molti di noi NON SONO DISPONIBILI PER ASCOLTARLO … HANNO TROPPE ALTRE COSE DA FARE E CUI PENSARE…… La scusa ridicola che si sente spesso è: “NON HO TEMPO”.

CI SIAMO DIMENTICATI CHE IL TEMPO, PRIMA CHE NOSTRO, E’ NELLE MANI DI DIO, DAL QUALE CI E’ DONATO, ISTANTE PER ISTANTE?
Se vogliamo, dunque, veramente bene a noi stessi, è assurdo NON INIZIARE A PRENDERE SUL SERIO IL VANGELO DI GESU’CRISTO, LA PAROLA CHE HA FORGIATO I SANTI, GLI EROI E I MARTIRI.

E’ soltanto questa PAROLA che ci RINNOVA PROFONDAMENTE NELLO SPIRITO e ci ILLUMINA SUL VERO SENSO E SUL VERO SCOPO DELLA VITA, la quale NON SI PUO’ MAI DELEGARE AGLI ALTRI…

Il MOVIMENTO APOSTOLICO, nato a Catanzaro il 03 NOVEMBRE 1979, tramite la Signora Marino Maria, è stato suscitato dallo Spirito Santo nel nostro tempo, proprio per RICORDARE e ANNUNCIARE il VANGELO, oggi MOLTO DIMENTICATO o ADDIRITTURA IGNORATO da troppi cristiani.

Ecco le parole precise che l’ispiratrice ha udito:

“Dice il Signore: Voi siete MOVIMENTO APOSTOLICO, le sentinelle, i soldati di Cristo”.
Il nome stesso, rivelato, dice tutto. Si richiama direttamente al Mistero della Pentecoste, in cui lo Spirito Santo ha trasformato gli Apostoli in TESTIMONI e ANNUNCIATORI FORTI e CREDIBILI DEL VANGELO DI GESU’CRISTO.

Questo è l’impegno e lo spirito che deve guidare chi vuole far parte del MOVIMENTO APOSTOLICO, approvato dalla Chiesa:
impegnarsi a conoscere il Vangelo, per viverlo e annunciarlo agli altri, con la TESTIMONIANZA e la PAROLA.
Impegno che dovrebbe essere di tutti i cristiani.

Su questo tema, così importante per la vita, non possiamo dimenticarci di rivolgere uno sguardo particolare alla SITUAZIONE DEI GIOVANI DI OGGI.

PER UNA CARENZA BASILARE DI FORMAZIONE, DA PARTE SOPRATTUTTO DEI GENITORI, sta crescendo sempre più il numero di giovani SBANDATI E SENZA PRINCIPI ETICI E MORALI.
Questi si sentono… FINALMENTE LIBERI, perché non seguono più ALCUNA REGOLA, né il VANGELO, né la CHIESA, né la propria COSCIENZA.
E non si accorgono che sono MALEDETTAMENTE CONFORMISTI, perché, schiavi dei MASS-MEDIA E DELLA MENTALITA’ CHE QUESTI HANNO PRODOTTO.
Mentalità che li trascina a VOLERE TUTTO E SUBITO, ad APPAGARE, NEL MOMENTO CHE FUGGE, IL PROPRIO EGOISMO, I PROPRI INTERESSI E I PROPRI ISTINTI… Confondono sempre più la LIBERTA’ con il LIBERTINAGGIO (= Libertà SFRENATA, SENZA VALORI e SENZA REGOLE).
Non si rendono conto che la VITA E’ UN CAMMINO DI CRESCITA E DI MATURAZIONE, NEL QUALE BISOGNA SENTIRSI IMPEGNATI E COINVOLTI PERSONALMENTE, PENA IL FALLIMENTO DELLA PROPRIA ESISTENZA? …

SENZA L’ESERCIZIO DELLA VOLONTA’, NON SI DIVENTA PERSONE MATURE E NON CI SI FORMA UN CARATTERE, PER GUIDARE LA PROPRIA VITA, SENZA DIVENIRE SUCCUBI DELL’AMBIENTE E DEGLI ALTRI.

OGNUNO E’ RESPONSABILE DI SE STESSO.

QUELLO CHE SI SEMINA SI RACCOGLIE.

E’ da tale grave constatazione che OGGI l’EMERGENZA EDUCATIVA E’ LA PRIORITA’ ASSOLUTA, CHE SI INTRECCIA  CON l’ ALTRA EMERGENZA, di cui stiamo parlando:
l’ URGENZA DELL’EVANGELIZZAZIONE.

NON SI PUO’ MAI EVANGELLIZZARE LE PERSONE SENZA
EDUCARLE. I VALORI UMANI E I VALORI CRISTIANI VANNO DI PARI PASSO E SI INTEGRANO IN PERFETTA ARMONIA.
  
La CHIESA, “ MADRE E MAESTRA DI VITA “, nelle sue CELEBRAZIONI LITURGICHE, PONE SEMPRE, come   FONDAMENTO DELLA PREGHIERA, LA PAROLA DI DIO.
E così ci insegna a fare anche noi, quando preghiamo.

IN TROPPI MANCA LA RICERCA DI DIO, ATTRAVERSO LA SUA PAROLA, CHE CI PONE A CONTATTO DIRETTO E VITALE CON LUI.

Soltanto il VANGELO DI GESU’CRISTO ci apre alla LUCE della VERITA’e riesce a smascherare il MALE e il PECCATO, che è in noi e nel mondo.  
Il MALE che l’uomo, purtroppo, cerca spesso di CAMUFFARE e di NASCONDERE o addirittura di NEGARE, è FONDATO SULLA MENZOGNA.

 Gesù lo afferma, nel VANGELO, con queste parole, molto chiare e precise:

“ Chiunque, infatti, FA IL MALE, odia la luce e non viene alla luce perché non siano svelate le sue opere. Ma chi OPERA LA VERITA’ viene alla luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio” (Gv.3, 20-21).

Lo stesso Apostolo S. Giovanni, a riprova di questa verità, dice: “ DIO è LUCE e IN LUI NON CI SONO TENEBRE”.( I Gv. 1,5 ).
La VERITA’ è come la LUCE:  NON SI PUO’ BLOCCARE.


PERCIO’, E’ ORA DI GUARDARE IN FACCIA LA REALTÀ DELLA VITA, NON SEMPLICEMENTE CON I NOSTRI OCCHI, MA CON GLI OCCHI DI DIO.

Ecco perché E’ URGENTE una campagna solidale dei CATTOLICI PER DIFFONDERE la VERITA’ DEL VANGELO, CONFERMATO E ATTUALIZZATO DALL’INSEGNAMENTO DELLA CHIESA CATTOLICA.

 Il comando più esplicito e più forte che ha dato Gesù agli Apostoli e a tutta la sua Chiesa, è questo:

" Andate in tutto il mondo e predicate il Vangelo ad ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvo, ma chi non crederà sarà condannato" ( Mc. 16,15 ).

 S. Paolo, il più grande missionario della storia, afferma:
“ La CHIESA DEL DIO VIVENTE( E’) COLONNA E SOSTEGNO DELLA VERITA’ ( I Tm. 3,15 ).

 E lo stesso Apostolo delle genti dichiara, con la forza che nasce dalla GRANDE TESTIMONIANZA DELLA SUA VITA, A SERVIZIO DEL VANGELO:
“ Non è, infatti, per me un vanto predicare il Vangelo; è un dovere per me: guai a me se non predicassi il Vangelo! “( I Cor. 9,16 ).

Il VANGELO, che è il LIBRO DELLA VITA, non si comunica soltanto, quando si spiega direttamente, mediante la CATECHESI, la PREDICAZIONE e le CELEBRAZIONI   LITURGICHE.
La FEDE NON BASTA ACCOGLIERLA. BISOGNA ANCHE VIVERLA E COLTIVARLA.
Oggi si avverte nei cristiani una frattura, sempre più grave e diffusa, tra GLI ATTI DI CULTO e l’IMPEGNO DELLA VITA, SEMPRE PER L’IGNORANZA DEL VANGELO.

La FEDE, che trova sempre il suo FONDAMENTO nella PAROLA DI DIO, NON SI AFFERMA E NON CRESCE, SENZA COMUNICARLA agli altri, mediante  l'ANNUNCIO e la TESTIMONIANZA DELLA VITA.
La FEDE CRESCE DONANDOLA” ( Dalla
 “ REDEMPTORIS MISSIO “ di Giovanni Paolo II ).
Man mano che un cristiano percorre il cammino della FEDE, GESU’ gli dona il suo SANTO SPIRITO, che lo APRE, PER TESTIMONIARLA e ANNUNCIARLA, MEDIANTE IL VANGELO, ALLA COMUNITA’ DEI FRATELLI.

Tutti i MESSAGGI POSITIVI che noi comunichiamo alle persone SONO IN PIENA SINTONIA CON il VANGELO, perché infondono in loro AMORE, CORAGGIO, FIDUCIA e SPERANZA.  Perciò DIFFONDIAMOLI! …
Certi cristiani sembra non abbiano fatto questo passo: Vivono una specie di FEDE ASFITTICA, perchè la tengono chiusa in se stessi e la vivono per se stessi.

E’ LA LAMPADA SOTTO IL MOGGIO, CHE NON PUÒ ILLUMINARE NESSUNO, come ci dice Gesù nel VANGELO. Come conclusione, riassumo tutto ciò che ho enunciato, con TRE VERBI, che ci pongono nella condizione di INCONTRARE DIO, il VERO“ NOCCIOLO DELLA QUETIONE “ DI OGNI VITA UMANA.
Ecco i TRE VERBI:

ASCOLTARE, non soltanto superficialmente, ma in  profondità, ossia nell'intimo del cuore e della coscienza, per capire i MESSAGGI che DIO CI RIVOLGE.
           
RIFLETTERE su tutti gli EVENTI che ci toccano, sempre alla luce della PAROLA DI DIO, della CHIESA e della COSCIENZA.

CONTEMPLARE tutto ciò che è bello. OGNI BELLEZZA ci eleva a Dio, che ha creato l'universo PER AMORE, e lo governa incessantemente con la sua PROVVIDENZA.
  • TU ti vuoi impegnare personalmente in questa CATENA DI TRASMISSIONE DELLA VERITA’ DEL VANGELO?...

         Allora spedisci ad altri QUESTO LUNGO
       MESSAGGIO.
                                                                    
           G R A Z I E!                                    
                                                             
                                                             Fr. Severino Consolaro