venerdì 25 aprile 2014

DECALOGO DELLA GIOIA


DECALOGO PER LA GIOIA
DELLA COPPIA E DELLA FAMIGLIA

1 – Guardate il vostro coniuge con occhi nuovi, non fermatevi sempre e soltanto ai giudizi negativi ed alle critiche, ma sforzatevi di apprezzare quello che di bello e di buono egli riesce ad esprimere.
2 – Riscoprite la parola GRAZIE, detta con dolcezza e tenerezza, in ogni circostanza, anche la più normale della giornata.
3 – Esprimete la vostra gioia e gratitudine con la vicinanza tra voi, anche fisica, e non abbiate paura di dire:
“TI VOGLIO BENE, SONO CONTENTO DI TE”. L’amore non basta portarlo nel cuore. Bisogna anche manifestarlo.
4 – Valorizzare il sorriso ( tutti ne abbiamo almeno un po’ ), per dare gioia a chi è triste e avvilito, per spezzare i bronci, per smussare gli  angoli e le incomprensioni.
5 – Non trascurare il decoro e la pulizia della casa e la cura della vostra persona. Date importanza al linguaggio che usate e al  comportamento che tenete, per favorire il gusto di stare insieme.
6 – Accontentatevi e ringraziate per ogni cosa che la vita vi dona. Sappiate cogliere le piccole gioie di ogni giorno, facendole emergere,  sottolineandole e incoraggiandole, anche quando siete stanchi.
7 – Programmate e decidete insieme momenti distensivi, gite riposanti, voi due da soli o con tutta la famiglia, per alleggerire qualche tensione e ricreare uno spirito nuovo.
8 – Sappiate perdonare sempre, per ritrovare la pace fra voi e con i familiari. Vi sentirete liberi da pesi e ritroverete la gioia del cuore.
9 – Non accusatevi nei contrasti, nelle prove, nelle sofferenze, e non ingigantite le difficoltà, né generalizzate i difetti, ma cercate l’unità in atteggiamenti di speranza e di confidenza in Dio.
10 – Pregate insieme per ringraziare Dio dei momenti della vostra unione, e soprattutto affidate a Dio, che vi ama, la tristezza, che spesso  sembra prevalere.


La famiglia oggi è molto bersagliata. Anche i mass-media, purtroppo, concorrono a disgregarla, nel proporre modelli di famiglia che sono contro il modello proposto da Dio Creatore. " Dio creò l'uomo a sua immagine, a immagine di Dio lo creò; maschio e femmina li creò" ( Gen.1,27 ). Queste parole, Rivelazione diretta di Dio, fondano la famiglia umana, strutturata da due principi irrinunciabili. 
I°- Sia l'uomo che la donna sono creati ad immagine e somiglianza di Dio, che è l'AMORE. Perciò sono creati per essere amati e per amare.
II°- L 'altro principio basilare è la sessualità, che è integrazione, arricchimento e complemento reciproco.
   
La qualità della famiglia, perciò, dipende anzitutto dalla formazione, dalla responsabilità e dalla comunione della coppia umana.
           
                P. Severino Consolaro



martedì 15 aprile 2014

POSSO PARLARTI CUORE A CUORE…


                           POSSO PARLARTI CUORE A CUORE…


Posso parlarti?... Sono parole, che escono direttamente dal mio cuore e richiedono perciò di essere accolte, con altrettanta immediatezza, dal tuo cuore. Voglio richiamarti ad un problema fondamentale della tua vita. Voglio il tuo bene; non mi respingere, ora che sono capitato tra le tue mani, ma degnati di leggermi e di riflettere a quanto ti dico.


Non resistere più a Dio che da tempo bussa alla porta del tuo cuore.


Egli non ti illude mai, non fa sconti nel rivelarti TUTTA LA VERITA’. E non ti delude mai.


Nessuna persona, che lo ha seguito veramente, si è dichiarata o si è sentita ingannata. Tutti i convertiti lo attestano molto eloquentemente.


Non soffocare ancora l’aspirazione del tuo animo di riposarsi in Dio.


SOLO DIO TI DA’LA PACE. DIO E LA PACE SONO UN’UNICA COSA. Non vedi?...


I beni materiali non ti soddisfano, il piacere del senso ti abbrutisce, gli uomini ti sorridono nella prosperità, ma per sfruttarti, e ti abbandonano nel dolore. Per non essere deriso, tu mascheri il tormento del cuore con una falsa allegria.


Vorresti uscire da questo stato, ma ti sembra di non avere la forza.


Ebbene, Iddio ti stende la mano in questo momento e ti dice:


“ Ecco, ti ho mandato i miei Apostoli: ascoltali!”


Non disprezzare questa voce. E’ la voce del Padre, che vuole abbracciarti, dalla croce, con le braccia del Figlio suo, che si è immolato per te. Non disprezzarla; domani potrebbe mutarsi in voce di condanna.


Su via; un atto di buona volontà. Che ti costa? Se vuoi veramente bene a te stesso, non rimandare ancora la tua conversione. Ricordati che vita ne hai una sola; non sprecarla.


La parola di Dio ti esorta pressantemente a prendere la tua decisione, ricordandoti sempre che tu hai nelle tue mani soltanto l’attimo che fugge. Il tuo passato non ritorna, il tuo futuro non c’è ancora. Nelle tue mani hai solamente il presente. Perciò agisci SUBITO:
“ Oggi, se udite la sua VOCE, non indurite il vostro cuore”(Sal.95,8).

Sii una persona saggia, che riflette bene sul SENSO, sul VALORE e sull’ORIENTAMENTO della propria vita.

Il tempo fugge irreparabilmente; ma di te resta, per l’eternità, tutto quello che avrai costruito, nel tempo, sulla ROCCIA, che è CRISTO GESU’. E’ LUI L’UNICO MAESTRO, PERCHE’E’ L’UNICO CHE SI E’ FATTO SALVATORE dell’umanità.


                 

Scritto da un Anonimo.




Se rientriamo in noi stessi e ci confrontiamo con la nostra coscienza, avvertiamo che la vita ci interroga. Su QUALI VALORI la stiamo costruendo?...
S.Paolo, nella I Lettera ai Corinzi, ci fa riflettere molto, in proposito: " Secondo la grazia di Dio che mi è stata data, come un sapiente architetto io ho posto il fondamento; un altro poi vi costruisce sopra. Ma ciascuno stia  attento come costruisce. Infatti nessuno può porre un FONDAMENTO DIVERSO da quello che già vi si trova, che è GESU' CRISTO. E se, sopra questo fondamento, si costruisce con oro, argento, pietre preziose, legno, fieno, paglia, l'opera di ciascuno sarà ben visibile: la farà conoscere quel giorno che si manifesterà col fuoco, e il fuoco proverà la qualità dell'opera di ciascuno". 
( I Cor. 3,10-13 ).  
                                       P. Severino Consolaro                                                                               

domenica 13 aprile 2014

CRISTO E’ TUTTO PER NOI


CRISTO E’ TUTTO PER NOI                                   

“In Cristo abbiamo tutto.

Ognuno si avvicini a Lui:

chi languisce nell’infermità a causa dei peccati,

chi è come inchiodato per la sua concupiscenza,

chi è imperfetto, ma desideroso di progredire con intensa contemplazione,

chi è già ricco di molte virtù.

Siamo tutti del Signore e Cristo è tutto per noi:

se desideri risanare le tue ferite, Egli è MEDICO.

Se sei angustiato dall’arsura della febbre, Egli è FONTE;

se ti trovi oppresso dalla colpa, Egli è GIUSTIZIA;

se hai bisogno di aiuto, Egli è POTENZA;

se hai paura della morte, Egli è VITA;

se desideri il paradiso, Egli è VIA;

se rifuggi le tenebre, Egli è LUCE;

se sei in cerca di cibo, Egli è NUTRIMENTO”.

S. Ambrogio

 

Sulla cattedrale di Lubecca, in Germania, si trova scolpita una frase, che ci provoca a fare

un serio esame di coscienza sul  nostro rapporto personale con GESU’ CRISTO. Questo  rapporto è decisivo, nella vita di ogni persona umana, perché fonda e qualifica tutti gli altri rapporti relazionali.

 

“Voi mi chiamate MAESTRO e non mi ascoltate,

voi mi chiamate VIA e non mi seguite,

voi mi chiamate VITA e non mi desiderate,

voi mi chiamate AMICO e non mi accogliete,

voi mi chiamate AMABILE e non mi  amate,

voi mi chiamate ETERNO e non mi cercate,

voi mi chiamate CLEMENTE e non mi invocate,

voi mi chiamate GIUDICE e non mi temete.

 

SE IO VI CONDANNERO’, NON MI INCOLPATE”.

 

GESU’ è il CENTRO FOCALE della nostra Fede, il VERO SOLE che irradia lo SPIRITO DEL PADRE, ( lo SPIRITO SANTO), su tutte le creature.

 

 La Santa Madre Chiesa, nell’Inno Liturgico al compimento della giornata,  c’insegna ad invocarlo, con queste espressioni stupende:

 

   “ GESU’, Luce da Luce, Sole senza tramonto,             

   Tu rischiari le tenebre nella notte del mondo”.

 

 

                                             PREGHIERA A CRISTO

 

La preghiera più bella e più perfetta è quella che ci ha insegnato Gesù: il PADRE NOSTRO.

Tutte le richieste che in questa noi formuliamo al PADRE, vengono a noi donate sempre IN GESU’, CON GESU’, PER GESU’.”Questa è la fiducia che noi abbiamo in Lui: qualunque cosa gli chiediamo secondo la sua volontà, egli ci ascolta” (1Gv.5,14). Perciò, chiedendo al Padre Gesù, noi chiediamo tutto ciò di cui abbiamo veramente bisogno.

 

“PADRE, dammi il dono più bello, più grande,

più prezioso che possiedi: GESU’!

Quando sono ammalato,

dammi Gesù, perché Egli è la SALUTE.

Quando mi sento triste,

dammi Gesù perché Egli è la GIOIA.

Quando mi sento debole

 dammi Gesù perché Egli è la FORZA.

Quando mi sento solo,

 dammi Gesù perchè Egli è l’AMICO.

Quando mi sento legato,

 dammi Gesù perché Egli è la LIBERTA’.

Quando mi sento scoraggiato,

 dammi Gesù perché Egli è la VITTORIA.

Quando mi sento nelle tenebre

dammi Gesù perché Egli è la LUCE.

Quando mi sento peccatore,

 dammi Gesù perché Egli è il SALVATORE.

Quando ho bisogno d’Amore,

 dammi Gesù perché Egli è l’AMORE.

Quando ho bisogno di pane,

dammi Gesù perché Egli è il PANE di VITA.

Quando ho bisogno di denaro,

dammi Gesù perché Egli è la RICCHEZZA INFINITA.

Padre, a qualsiasi mia richiesta

a qualsiasi mio bisogno.rispondi con una sola parola,

la Tua Parola Eterna: PADRE, DAMMI GESU’”.

 

P. Serafino Falbo

 

 
 

                                             PREGHIERA A CRISTO

 

La preghiera cristiana ha il suo CENTRO e il suo CUORE sempre IN CRISTO.

Il teologo protestante Dietrich Bonhoeffer, martire del nazismo, scriveva:  

 

Per questo, la preghiera, nella quale noi ci sentiamo più uniti a Cristo e ci riconosciamo in Lui, è quella che Egli stesso ci ha insegnato: il PADRE NOSTRO.

 

Vogliamo riportare qui un altro brano di preghiera accorata, rivolta a Cristo dal papa Paolo VI e datata il 29 Novembre 1970.

 

“Tu sei il PRINCIPIO e la FINE, l’ALFA e l’OMEGA;

Tu sei il Re del Nuovo Mondo;

Tu sei il SEGRETO della Storia;

Tu sei la CHIAVE dei nostri destini;

Tu il MEDIATORE, il PONTE tra terra e cielo;

Tu per eccellenza il Figlio dell’uomo.

Perché Tu sei il Figlio di Dio, eterno, infinito;

Tu sei il Figlio di Maria, tua Madre nella carne.

Io voglio gridare: GESU’ CRISTO!!

Voglio celebrarti, o Cristo,

non solo per ciò che Tu sei per te stesso,

ma esaltarti e amarti per ciò che Tu sei per noi,

per ciascuno di noi, per ciascun popolo e civiltà.

Tu sei il nostro Salvatore,

Tu sei il nostro Liberatore,

Tu ci sei necessario per essere uomini degni e veri e uomini salvati.” (Paolo VI)

martedì 8 aprile 2014

C’era una volta l’AMORE


Questa non è una storia: è la realtà più bella.  più grande e più consolante che possa esistere per noi, persone umane. DIO, CHE E' L'AMORE, VUOLE STARE E VIVERE SEMPRE CON OGNI PERSONA UMANA, che Egli stesso ha creato per amare ed essere amato ." Dio creò l'uomo a sua immagine, a immagine di Dio lo creò, maschio e femmina li creò" ( Gen. 1,27). E' ancora Lui che parla, sempre nel Libro Sacro della Bibbia, i Proverbi : " Le mie delizie...stare tra i figli dell'uomo" ( Prov. 8,31 ). 
Scoprire questo AMORE, con cui Lui ci ama e rispondere a tale AMORE, questa è perfetta letizia.
P. Severino Consolaro   o.f.m.

C’era una volta l’AMORE

C’era una volta l’AMORE… L’Amore abitava in una casa

pavimentata di stelle e adornata di sole.

Un giorno l’Amore pensò a una casa più bella.

Che strana idea quella dell’Amore!

 

E fece la terra, fece la carne. E nella carne ispirò la vita

E nella vita impresse l’immagine della sua somiglianza.

E la chiamò: UOMO!

 

E dentro l’uomo, nel suo cuore,

L’Amore costruì la sua casa: piccola,

ma palpitante, inquieta, insoddisfatta come l’Amore.

E l’Amore andò ad abitare nel cuore dell’uomo

E ci entrò tutto là dentro,

perché il cuore dell’uomo è fatto di infinito.

 

Ma un giorno…l’uomo ebbe invidia dell’Amore.

Voleva impossessarsi della casa dell’Amore,

come se l’Amore potesse vivere da solo.

 

E l’Amore fu scacciato dal cuore dell’uomo.

L’uomo allora cominciò a riempire il suo cuore,

lo riempì di tutte le ricchezze della terra,

ma era ancora vuoto.

Lo riempì di tutti i tesori della terra, ma era ancora vuoto.

 

Un giorno l’uomo… decise di condividere il suo cuore

con le creature della terra. L’Amore venne a saperlo,

si rivestì di carne e venne anche lui

a ricevere il cuore dell’uomo.

 

Ma l’uomo riconobbe l’Amore e lo inchiodò a una croce.

E continuò a sudare per procurarsi il cibo.

L’Amore allora ebbe un’idea:_

si rivestì di cibo, si travestì da pane e attese silenzioso.

 

Quando l’uomo affamato lo mangiò,

l’Amore ritornò nella sua casa, nel cuore dell’uomo.

E il cuore dell’uomo fu riempito di vita,

perché la vita è AMORE.

 



                                   Un poeta brasiliano





sabato 29 marzo 2014

ESPERIENZA DI MONDO X



 ESPERIENZA DI MONDO X      

PRINCIPI DI VITA PER LIBERARSI DALLE DROGHE
 ( per i giovani )
          P.Eligio Gelmini, sacerdote francescano della Provincia lombarda, ha fondato per i giovani la Comunità di MONDO X. Il fratello, pure sacerdote, Don Pierino Gelmini, ha fondato una Comunità analoga, per gli stessi giovani, che si chiama Comunità INCONTRO.

Noi vogliamo esaminare qui la Comunità di P.Eligio. Per salvare i giovani dalle varie droghe, il religioso francescano ha dato un’impronta tipicamente monastica, che vogliamo qui analizzare.

 

MONDO X:   P.Eligio è stato particolarmente colpito dalla vita sbandata del mondo giovanile, a cui la società di oggi, guidata dai potenti MASS-MEDIA, propone valori fasulli, fondati quasi esclusivamente sul benessere materiale, guidato dal profitto: l’ appagamento delle proprie ambizioni e delle proprie voglie, il possesso di beni e di danaro, che non sono stati veramente guadagnati. Troppi giovani vivono l’istante, senza prospettiva del futuro. Cercano la soddisfazione dei piaceri del momento, senza alcuna forma di autocontrollo e senza un impegno serio per costruire il proprio futuro.

“Questo mondo – dice P.Eligio - va radicalmente contestato, perché non aiuta i giovani a crescere come persone e a maturare le proprie capacità e potenzialità, per metterle a servizio degli altri.”

Il mondo in cui oggi vivono i giovani, è basato sul possedere, sull’emergere e sul godere. Questo rende difficile per loro individuare, discernere e scegliere i veri valori della vita. Valori che devono essere fondati anzitutto sulla formazione della propria persona: lealtà, rispetto, solidarietà ecc… Anche chi vuole vivere la fede oggi deve andare contro corrente, perchè ostacolato dalla stessa società, che, come tale, coltiva poco i valori morali, spirituali e religiosi, che ci propone Gesù nel Vangelo.

Per questo, i giovani oggi si trovano ostacolati nel discernere e nel vivere questi valori. Ecco perché proprio i giovani devono costruire un mondo, che ancora non c’è: il MONDO X.

Però dobbiamo gridare anche forte che chi non si mette in ricerca dei veri valori che non deludono, ma si ritiene appagato di quanto offre il mondo di oggi, è il vero emarginato.    

 

P.Eligio, come monaco francescano, vuole recuperare i giovani, non solo dalla droga come stupefacente, ma anche da tutte le altre specie di droga, che alienano la persona. Per questo, egli propone alcune REGOLE FONDAMENTALI DI VITA, che si ispirano alle comunità monastiche.

 

Lo slogan che sintetizza tutte queste regole, proposte ad ogni giovane che voglia ricuperare se stesso, è:

“ Tu solo puoi farcela, ma non puoi farcela da solo”. Verità che afferma il valore insostituibile della famiglia e della società, dalle quali dipende la formazione di ogni persona-

 

Nelle comunità del MONDO X, le 24 ore del giorno si possono articolare in tre forme di attività, che si susseguono in un saggio equilibrio di valori:  8 ORE di LAVORO – 8 ORE di SONNO – 8 ORE di DIALOGO e FORMAZIONE COMUNITARIA.

 

 

IL LAVORO: Riscoprire il valore del lavoro e metterlo in atto.

Il lavoro è il primo valore che aiuta i giovani a liberarsi dalle droghe.

Esso non ha valore semplicemente in funzione del guadagno che se ne ricava. Il lavoro, prima di tutto, mette in atto lo sviluppo di tutti i talenti personali, ricevuti da Dio, e fa maturare le persone. Inoltre, il lavoro fa acquisire ai giovani la fiducia in se stessi e li rende coscienti della propria dignità e delle proprie capacità. Li rende anche autonomi, e quindi meno ricattabili. Inoltre, il lavoro, mediante il guadagno che se ne ricava, permette anche di elargire e di aiutare altre persone.

Crescere, infatti, significa anche dare di più e ricevere di meno.

Nelle Comunità di MONDO X il LAVORO è duro e costa sacrificio. Però i giovani incominciano a prendere coscienza di rendersi utili agli altri e, man mano, scompare in loro la voglia di “bucarsi” o di fare altre “sciocchezze”.

Nell’ esperienza di MONDO X, il lavoro è una vera terapia per aiutare i giovani a ricuperarsi.

 

 

IL DIALOGO. Aprirsi alla Comunità per ricevere e poi dare agli altri.

Nelle Comunità di MONDO X c’è un dialogo sempre aperto tra tutti e ciascun giovane sui problemi della sua vita, con tutte le difficoltà che incontra e i valori che la Comunità gli propone per il suo reinserimento.

Dialogo che, purtroppo, i giovani trovano oggi in poche famiglie. C’è spesso una frattura tra genitori e figli e sembra ci sia tempo per tutto fuorché per dialogare. I giovani sono e si sentono troppo soli. C’è, in compenso, molto tempo per chiacchierare…Nel dialogo ci si comprende perché ci si ascolta e ci si parla, focalizzando i veri problemi della vita. Il motto, che devono tener presente, è molto importante: “Solo tu puoi farcela, ma non puoi farcela da solo”. Nel dialogo trovi sempre una parola chiarificatrice, un’attenzione rivolta a te e ai tuoi problemi ed un grande sostegno morale nel tuo cammino della vita.

 

LA SOLIDARIETA’. Il motto è “ Tutti per uno e uno per tutti”.  

 Al MONDO X tutti i giovani sono solidali con ogni singolo giovane, e in particolare, con gli ultimi arrivati,

i quali hanno maggiori problemi. Nelle Comunità di MONDO X si tengono tutti in cordata: ognuno tira gli altri e, nello stesso tempo, si lascia tirare dagli altri. Tutti i giovani danno fiducia a ciascuno e ciò costituisce una potente iniezione morale che fa acquisire a ciascuno stima in se stesso e nelle proprie capacità. Così, sotto la spinta e l’aiuto di tutta la Comunità che lo sorregge, l’individuo mette in atto tutte le potenzialità di cui è dotato, delle quali man mano egli prende coscienza e responsabilità.

   

IL SILENZIO. E’ il custode della tua vita.

 

Nel MONDO X ogni giovane, durante il giorno e la sera, ha dei momenti di silenzio per leggere, riflettere, confrontarsi con i problemi della vita. Ai giovani non si impone alcuna Religione, perché la Religione e la Fede non si impongono. Però si favorisce un clima di silenzio e di ascolto, in tutto l’arco della giornata. In particolare, negli intervalli dal lavoro e durante i pasti stessi, nei quali si svolge un dialogo unico tra tutti i componenti della Comunità. Questo costruisce l’ambiente più favorevole, perché il giovane ripensi a se stesso e, nella libertà, ricerchi Dio. Purtroppo, nella società di oggi sembra che l’uomo trovi poco tempo per pensare e per riflettere. E questa è una carenza grave, specialmente per i giovani in formazione.

 Nella Comunità di MONDO X, i giovani si rigenerano, conoscendosi sempre meglio e accogliendosi reciprocamente. I giovani, invece, che vivono fuori nel mondo, sotto la spinta dei MASS-MEDIA e della società che li ha assorbiti tanto bene, sono sempre proiettati al di fuori di sé, nella costante ricerca di emozioni o piaceri e interessi immediati. E così si svuotano sempre di più e trovano  maggiore difficoltà ad interrogarsi sui veri valori della vita. Senza pause di silenzio, di riflessione, di ascolto, per ritrovare se stessi ed agire con più responsabilità e coscienza, non è possibile, nella vita, raggiungere la propria maturazione.

I giovani, nell’esperienza di MONDO X, mettendo in atto le suddette Regole monastiche, imparano a compiere bene e con coscienza il lavoro, rifioriscono nella gioia di vivere, si ricaricano di ideali che prima avevano perduto, immersi nel consumismo materialista che li aveva “spenti” dentro.

Il problema più importante, non solo per i giovani ma per tutte le persone, è quello si prendersi in mano la propria vita, neutralizzando, per quanto è possibile, l’influsso negativo della società.

A questo proposito, tutti dobbiamo ricordare che il benessere di ogni persona non consiste semplicemente nell’appagare le esigenze ( quelle giuste ) del corpo, ma anche le esigenze, ben più importanti, dello spirito, senza le quali la persona sentirà sempre nella propria coscienza di aver fallito la vita.

 

 

I MASS-MEDIA. Le comunicazioni sociali accolte con senso critico.

Tenendo conto del grande valore del silenzio, per ritrovare se stesi e recuperare i valori perduti, i giovani di MONDO X non fanno uso né della TV, né della Radio, né dei giornali. Questi mezzi della odierna comunicazione, anche se non vogliamo demonizzarli, tuttavia dobbiamo dire che in buona parte sono usati soprattutto con lo scopo di incentivare interessi economico-finanziari ed alimentare la pubblicità. In TV non è più la qualità delle trasmissioni che conta, bensì il profitto che se ne ricava.   E l’indice di gradimento significa soltanto interesse economico-finanziario, per vendere prodotti, sfruttando la pubblicità. Per l’interesse si calpestano molti valori umani, morali, spirituali, sociali e religiosi. La trasmissione a puntate del GRANDE FRATELLO ci ha dato la misura dell’uso che si è arrivati a fare di questi potenti mezzi di comunicazione.

Purtroppo, nella società odierna, l’uso dei MASS-MEDIA comporta, come minimo, una forte distrazione, ma spesso arrivano anche ad istigare, più o meno palesemente, al male, al vizio.

Tre parole li caratterizzano: l’APPARENZA, il SUCCESSO e il CONSUMISMO.

 

P.Eligio ha intuito bene tutti questi effetti negativi per i giovani. In MONDO X.  essi non hanno alcuna occasione di evadere da se stessi. Sono concentrati, con il sostegno della comunità, a ricuperare i veri valori e insieme la piena fiducia in se stessi, che fonda anche la loro sicurezza e la loro speranza per il futuro.  
P.Severino Consolaro o.f.m.

lunedì 24 febbraio 2014

Dio è come l'aria che respiri.


Dio è come l'aria che respiri e come il sole che ti
"illumina d'immenso".



lunedì 23 dicembre 2013

BUON NATALE E FELICE ANNO NUOVO

 
BUON NATALE E FELICE ANNO NUOVO.
“Dio – spiega Papa Francesco citando l’incontro di Elia con il Signore - è come “la brezza soave”, o - come dice il testo originale – “un filo sonoro di silenzio”: così “si avvicina il Signore, con quella sonorità del silenzio propria dell’amore. Senza dare spettacolo”. E “si fa piccolo per farmi potente; Lui va alla morte, con quella condiscendenza, perché io possa vivere”: “Questa è la musica del linguaggio del Signore, e noi nella preparazione al Natale dobbiamo sentirla: ci farà bene sentirla, ci farà tanto bene. (Papa Francesco, 12.12.2013)

Regina Mundi, condividendo l’invito del nostro amato Papa Francesco, vi offre questi spunti di delicata gioia natalizia fatta di musiche e canti di Natale , poetici racconti e testimonianze.

Cari amici, vi giungano i nostri più cari auguri di un Santo Natale in cui fare il meraviglioso incontro con Gesù Bambino. Possa, per tutti realizzarsi l’augurio che ci viene dal Vangelo: "Gloria a Dio nel più alto dei cieli e pace in terra agli uomini che egli ama".(Lc2,14)

 
 
 
 
L' Evento del Natale ci tocca veramente il cuore. Lasciamoci avvolgere dalla tenerezza di Dio che si fa bambino nel grembo e tra le braccia della Vergine Maria, per venire a riempire di Se stesso anche le nostre esistenze.  " Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici." ( Gv.15,13 ). Questa affermazione  Gesù l'ha pienamente attuata. E' venuto tra noi, donandosi nell'estrema povertà del presepe,  per immolarsi poi sulla croce per noi. Lasciamoci attrarre da un tale Amore irresistibile, secondo la sua Profezia. " Quando sarò elevato da terra attirerò tutti a Me". ( Gv.12,32 ). Fraterni e calorosi auguri di buone feste natalizie e di un felice anno 2014.
 
 

giovedì 28 novembre 2013

I NODI


I peccati formano in noi come dei nodi,

 da più nodi può venire un groviglio,

che è sempre più doloroso e sempre più difficile da sciogliere.


Ma alla misericordia di Dio - lo sappiamo - nulla è impossibile!

Anche i nodi più intricati si sciolgono con la sua grazia.

E Maria, che con il suo “sì” ha aperto la porta a Dio per sciogliere il nodo dell’antica disobbedienza, è la madre che con pazienza e tenerezza ci porta a Dio

perché Egli sciolga i nodi della nostra anima con la sua misericordia di Padre.

Ognuno di noi ne ha alcuni, e possiamo chiederci dentro al nostro cuore:

quali nodi ci sono nella mia vita? “Padre, i miei non si possono sciogliere!”.

Ma, questo è uno sbaglio! Tutti i nodi del cuore, tutti i nodi della coscienza possono essere sciolti. Chiedo a Maria che mi aiuti ad avere fiducia nella misericordia di Dio,

per scioglierli, per cambiare?

Lei, donna di fede, di sicuro ci dirà:

“Vai avanti, vai dal Signore: Lui ti capisce”.

E lei ci porta per mano, Madre, Madre, all’abbraccio del Padre,

del Padre della misericordia.

 

guarda il video

 

giovedì 14 novembre 2013

LA TUA VITA HA UN VALORE ALTISSIMO


LA TUA VITA HA UN VALORE ALTISSIMO

 

      PERCHE’ VIVI SU QUESTA TERRA?...  VIENI DA DIO E DEVI RITORNARE A DIO.

Perché si nasce, si vive, si lavora? Che senso ha la mia vita? Chi sono io? Da dove vengo? Dove vado? Sono domande di somma importanza e di estremo interesse che l’uomo non può ignorare. Eppure molti vivono senza interrogarsi sul perché della loro esistenza. C’è da chiedersi se costoro si comportino da veri uomini: anche l’albero e l’animale esistono, ma non capiscono perché vivono.

a) LA RISPOSTA DELLA RAGIONE.

Il grande scrittore cattolico Giovanni Papini racconta: “ Uscii di casa; andai verso il fiume. Vidi un pescatore; gli chiesi: perché peschi? – Per prendere i pesci. E poi? – Per venderli. – Che ne fai dei quattrini? – compero pane, vino, olio, vestiti. – Perché comperi queste cose? – Per vivere. – Perché vuoi vivere? – Per pescare.

 Era inutile continuare; eravamo tornati al principio. Mi alzai e prosegui il cammino.

A un contadino che vangava chiesi: “Perché fai questo lavoro? – Per seminare e perché nasca il grano e possa fare il pane. – E perché vuoi il pane? – Per vivere. – Ma perché vuoi vivere? – Lui abbassò la testa e riprese a lavorare; non volle rispondere.

In un prato vicino una fanciulla raccoglieva fiori. Le chiesi: “Perché fai questo? Subito rispose: per portarli in Chiesa e collocarli davanti alla Madonna. – Perché? – Perché si ricordi di me e mi prepari un posto in Paradiso, vicino a Lei.

Solamente quella fanciulla aveva compreso il vero significato della vita. Siamo su questa terra per ritornare a Dio che ci ha creati; viviamo, lavoriamo, soffriamo per conquistare il Paradiso. La devozione alla Madonna è la via più facile, più breve e più dilettevole per raggiungere la felicità del cielo.    

b) LA RISPOSTA DELLA SACRA SCRITTURA

Veniamo dal Signore il quale ci ha creati “ a sua immagine e somiglianza”, e ci ha collocati in questo meraviglioso giardino, che è l’universo, con l’invito a ritornare a Lui e a partecipare alla sua gloria e alla sua gioia. Cristo Giudice un giorno ti dirà: “Bene, servo buono e fedele… Prendi parte (per sempre) alla gioia del tuo padrone”, del tuo Signore.

Siamo “stranieri e pellegrini sulla terra”alla ricerca di una patria migliore, quella celeste.

“Non abbiamo qui una città stabile, ma cerchiamo quella futura. Perciò S. Pietro ci ripete:”Carissimi, io vi esorto come stranieri e pellegrini ad astenervi dai desideri della carne che fanno guerra all’anima. La vostra condotta tra i pagani sia irreprensibile”.


Il S. curato d’Ars ammonisce: “Purtroppo ci sono molti cristiani che non sanno perchè sono al mondo. Tre quarti di cristiani non si affaticano che per dare soddisfazione al cadavere che ben presto andrà a marcire sotto terra, mentre non pensano affatto alla loro povera anima destinata ad essere eternamente felice o dannata. E’ cosa da far tremare”.


NON LASCIARTI INGANNARE DALLE TRE TERRIBILI “ESSE”: SESSO, SOLDI, SUCCESSO!

La Bibbia li denomina: “Concupiscenza della carne, Concupiscenza degli occhi e Superbia della vita”.

a) SUCCESSO (o superbia della vita).

Aspirare con mezzi leciti, e unicamente per amore a Dio e ai fratelli, ad avere i massimi gradi, a vincere importanti concorsi, a raggiungere i primi posti, non è un vizio, ma una grande virtù. E i cristiani che ne hanno la possibilità dovrebbero tendere a una posizione alta e distinta nel mondo, con l’unico scopo però di rendere a Gesù una testimonianza più visibile e più efficace, e di fare un bene maggiore alle anime. Ma questo avviene raramente.

Invece aspirare alla gloria, al potere, agli applausi, al successo, per egoismo, per superbia, è il peggiore dei vizi.

E moltissimi corrono pazzamente per questa strada.

Dice lo Spirito Santo, il diretto Ispiratore della S. Scrittura: “Odiosa al Signore e agli uomini è la superbia. Dio resiste ai superbi e concede la sua Grazia agli umili”. La superbia è la radice di tutti i mali. Il principio della superbia umana, infatti, è l’allontanarsi dal Signore, per vivere secondo la propria volontà, forse è meglio dire secondo i propri capricci. La superbia, perciò, è la prima causa di tutti i peccati. Fu la superbia che spinse Lucifero e una parte degli Angeli a ribellarsi a Dio diventando demoni.  

Fu la superbia che spinse Adamo ed Eva a cadere alla tentazione del diavolo, travolgendo se stessi e tutta l’umanità nella catastrofe. Fu la superbia che spinse Erode alla strage degli innocenti. Fu la superbia che trascinò i Farisei al più grande delitto della storia: all’uccisione di Cristo Gesù.

 
E’ la superbia che, impossessandosi dell’uomo di oggi, lo rende divorzista, lo rende abortista, lo rende schiavo del consumismo, del laicismo, dell’odio, delle violenze, del terrorismo, delle profonde lacerazioni sociali, delle innumerevoli guerriglie e di spaventose guerre.

 
I successi terreni e glorie mondane, frutto della superbia, inevitabilmente tolgono la pace alla coscienza e la felicità all’anima. Sono bolle di sapone che vivono e luccicano un istante e subito scompaiono. Sono fuochi d’artificio nel buio della notte, che dopo pochi minuti si dileguano per cedere il posto alle più fitte tenebre.

 All’ebbrezza momentanea delle vittorie, delle conquiste, delle carriere brillanti e dei frenetici applausi delle folle, subentra sovente la più tragica disperazione. “Avverrà  -  dice la Bibbia -  come quando un affamato sogna di mangiare, ma si sveglia con lo stomaco vuoto; come quando un assetato sogna di bere, ma si sveglia stanco e con la gola riarsa”. Ancora la S. Scrittura afferma: “Non c’è pace per gli empi”.   

Sul frontespizio di un cimitero sono stampate queste parole: “ Homo = humus. Fama = fumus. Finis = cinis”, che significano: l’uomo è terra, la fama è fumo, la fine della vita è la cenere.

 
Sulla porta della celletta di P.Pio, a S.Giovanni Rotondo, sta scritto: “La gloria del mondo ha sempre per compagna la tristezza”.

Mentre la superbia è sempre fondata sulla falsità, l’umiltà poggia sempre sulla verità. Per questo l’anima umile è sempre gradita a Dio. L’umiltà è fonte di grazia, è pace dei cuori, è l’inizio di tutti i beni, è il fondamento della santità.

Gesù ci ripete:”Imparate da me che sono mite e umile di cuore e troverete ristoro per le vostre anime”. E ancora: “Chi si esalta sarà umiliato, chi si umilia sarà esaltato”.

Maria “umile ed alta più che creatura”, a condanna dei prepotenti, dei gaudenti, degli sfruttatori, oppressori, e a lode delle persone umili e pie, canta nel Magnificat: “Il Signore ha rovesciato i potenti dai troni e ha innalzato gli umili”.

 
b) SOLDI (o concupiscenza degli occhi). Molte persone pensano unicamente a lavorare, ad affaticarsi, nella sfrenata avidità di accumulare sempre maggiori ricchezze. Aggrappati disperatamente alle misere cose della terra, dimenticano completamente Dio da riamare, l’anima immortale da salvare, l’eternità beata da conquistare.

 S. Paolo ammonisce:”Quando abbiamo di che mangiare e di che bere, accontentiamoci di questo. Al contrario, coloro che vogliono arricchire, cadono nella tentazione, in rovina e perdizione. L’attaccamento al denaro è la radice di tutti i mali.”   

Gesù grida: “Quanto è difficile che un ricco ( ossia un uomo avido di beni terreni), entri nel Regno dei cieli!” “Guardatevi e tenetevi lontano da ogni cupidigia… Disse poi una parabola.

“La campagna di un uomo ricco aveva dato buon raccolto. Egli ragionava tra sé: Che farò, poiché non ho dove riporre i miei raccolti? E disse:” Farò così: demolirò i miei magazzini e ne costruirò di più grandi e vi raccoglierò tutto il grano e i miei beni, poi dirò a me stesso: hai a disposizione molti beni per molti anni. Riposati, mangia, bevi e datti alla gioia. Ma Dio gli disse: “Stolto! Questa notte stessa ti sarà richiesta la tua vita. E quello che avrai accumulato di chi sarà? Così è di chi accumula tesori per sé e non arricchisce davanti a Dio… Cercate il Regno di Dio. Preparatevi un tesoro inesauribile nei cieli”.

 
Quando l’anima, dopo la morte corporale, si presenterà davanti a Cristo Dio per essere giudicata, guai se dovrà dire: “Nella mia vita terrena ho pensato di lavorare soltanto per il corpo e ad accumulare soltanto ricchezze materiali, e ora le mie mani sono vuote di opere buone, di opere religiose! Amareggiata e disperata dovrà ripetere quelle parole della Bibbia:”Vanità delle vanità, tutto è vanità. Quale utilità ricava l’uomo da tutto l’affanno, per il quale fatica sotto il sole?” Perchè chi avrà lavorato con successo dovrà poi lasciare i suoi beni. Vanità e grande sventura”.

Per chi vive e lavora solo per le cose terrene si avvereranno quelle Parole dello Spirito Santo:”Le vostre ricchezze si sono putrefatte e i vostri vestiti sono corrosi dalle tarme. L’oro vostro e il vostro argento si sono irruginiti. Lla ruggine si alzerà a testimone contro di voi”.

 
Fortunati coloro che avranno compiuto opere buone, opere religiose, opere sante! Di questi lo Spirito Santo afferma: “Beati i morti che muoiono nel Signore; riposeranno dalle loro fatiche, perché le loro opere li seguono” nel Regno eterno di Dio.

 
c) SESSO  ( concupiscenza della carne). Il sesso, nel senso nobile della parola, poiché viene da Dio, è cosa buona, e perfino santa e santificante. Ma nel senso deteriore, disordinato, non è amore, bensì egoismo, non è libertà ma schiavitù. Non è fonte di felicità, ma di tristezza e, sovente, di disperazione.

Eppure tante persone non pensano, non desiderano, non cercano altro che sesso, sesso, sesso, nel significato il più turpe e il più degradante.

S. Pietro ( 2 Pt.12,22) così li descrive: “Essi stimano felicità il piacere di un giorno, sono tutta sporcizia e vergogna. Hanno gli occhi pieni di disonesti desideri e sono insaziabili di peccato.

Adescano le anime instabili…mediante le passioni licenziose della carne. Promettono loro libertà, ma essi stessi sono schiavi della corruzione. Se ne rimangono di nuovo invischiati e vinti, si è verificato per essi il proverbio:il cane è tornato al suo vomito e la scrofa lavata è tornata ad arrotolarsi nel fango”.

 
S. Paolo grida: “Questa è la volontà di Dio, la vostra santificazione. Che vi asteniate, cioè, dall’impudicizia, che ciascuno sappia mantenere il proprio corpo con santità e rispetto, non come oggetto di passioni e di libidine, come i pagani che non conoscono Dio… Dio non ci ha chiamati all’impurità, ma alla santificazione”.

Gabriele d’Annunzio, famoso per le sue sconcezze, già a 23 anni scrive: “Voi lo sapete, o mio Dio, che non c’è nella vita angoscia più amara di quella che mi danno queste cadute nell’impurità”. Nella sua età matura, dopo tanti peccati, scrive disperato: “Tristezza atroce della carne immonda /quando la fiamma del desìo/nel gelo del disgusto si spegne”.

Giosuè Borsi, il quale aveva trascorso la sua prima giovinezza lontano da Dio, immerso nei piaceri illeciti, alla mamma scrive: “Non rimpiango la vita. Ne ho assaporate tutte le ebbrezze mondane, e me ne sono ritratto con insormontabile fastidio e disgusto”.

 S. Agostino, nella sua famosa autobiografia ” Le Confessioni” descrive il suo cammino interiore da una vita pagana all’incontro con Cristo. Prima della conversione, egli ha sperimentato, nella propria carne, tutti gli illeciti piaceri del sesso. Questi non gli procuravano felicità, ma soltanto pochi attimi di “stordimento”, ai quali seguiva tanta angoscia. Giunto alla conversione, poteva scrivere: “Voi sapete, Signore, che cosa soffrivo allora. Ero rosicchiato. Quanto ero infelice! Soffrivo crudelmente. Che tormenti e che gemiti erano i miei! Un’ immensa tristezza riempiva il mio cuore. Mi sentivo schiacciare da un enorme peso di infelicità”. Dopo la sua conversione a Gesù, il Santo, totalmente trasformato, ci dona la più grande testimonianza della GIOIA VERA, che ha sperimentato nell’ INCONTRO CON CRISTO: “Questa è la vera felicità, o Signore, gioire in Te, di Te, per Te. Questa è la certa felicità, e nessuna’altra”.

 
GESU’ TI HA INDICATO L’ITINERARIO DELL’EISTENZA, LO SCOPO DELLA VITA  quando ha detto: “Uscito dal Padre, sono venuto nel mondo. Ora lascio il mondo e ritorno  al Padre”. Il mistero della nostra vita è in questa traiettoria: siamo venuti dal Padre che ci ha creati e ci ha posti sulla terra. Un giorno lasceremo la vita terrena per ritornare al Padre.

Il Padre ci ha donato l’intelligenza soprattutto per conoscere Lui stesso, che è Verità infinita. Perciò l’istruzione religiosa è il primo dovere di ogni uomo e costituisce l’inizio del Paradiso su questa terra, come afferma Gesù: “Questa è la vita eterna, che conoscano Te, l’unico vero Dio, e Colui che hai mandato, Gesù Cristo”. Il Padre ci ha donato il cuore soprattutto per amare Lui, che è l’Unico BENE, il Sommo BENE, l’Infinito BENE, e l’Unica Sorgente del VERO AMORE.

 
Il Padre ci ha donato la volontà soprattutto per cercare e fare sempre la sua volontà, unica strada per conquistare la pienezza della pace, come esclama il sommo poeta: “In la sua voluntade è nostra pace”. E come ci attesta l’esperienza di innumerevoli convertiti. Come esempio, citiamo Pascal, il quale, nella celebre notte della sua totale conversione, grida: “Certezza! Certezza! Certezza! Gioia! Pcae! Grandezza dell’anima umana! Padre, il mondo non ti ha conosciuto, ma io ti ho conosciuto. Gioia, gioia, lacrime di gioia.”

Soltanto se conosceremo Dio, se lo ameremo, se faremo la sua volontà avremo, n,ell’al di là, quella felicità completa, perfetta e infinita, alla quale tutti fortemente aspiriamo. Dunque, come si esprime molto bene il Catechismo di S. Pio X, noi siamo creati per “conoscere, amare, servire il Signore;” ossia per fare la sua volontà su questa terra, per gioire poi con Lui, senza fine, nel Paradiso.

 
La vita è un CAMMINO DI FEDE per incontrare Cristo, che non si stanca mai di bussare alla porta del nostro cuore, perché gli apriamo ( Ap. 3,20 ): “Ecco, io sto alla porta e busso. Se qualcuno ascolta la mia voce e mi apre la porta, io verrò da lui e cenerò con lui ed egli con me”.

 
In questa intimità con Lui, noi comprendiamo anche la verità, che esprime S. Agostino, quando la sua vita è approdata a Cristo: “O Signore, Tu ci hai creati per Te e il nostro cuore sarà sempre inquieto, finchè non riposa in Te”.